6×09 No Way Out – Il ritorno di The Walking Dead

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Il nuovo episodio tanto atteso di The Walking Dead è arrivato e non delude le aspettative, si può dire che la pazienza dei fan – lunga più di due mesi – sia stata premiata da questa puntata col botto. Questo è stato un episodio ben dosato, avvincente e commovente allo stesso tempo. Gli spazi dedicati a tutti i membri sono stati distribuiti equamente e ciò ha conferito del ritmo aggiuntivo.

Si può dire che dopo il 6×09, intitolato No Way Out, sia stato fatto ufficialmente il “giro di boa” di questa sesta stagione, ovvero vediamo il gruppo di Rick acquisire nuovi membri, accolti ufficialmente nella famiglia (mi pare che le parole dell’ex sceriffo siano state alquanto eloquenti).

Ricapitoliamo un po’ l’episodio…

Rivediamo gli scagnozzi di Negan – di cui la presentazione ufficiale deve essere ancora fatta, e qualcosa mi dice che ci sarà nella 6×10 – già visti nella 6×08, che affrontano Daryl, Abraham e Sasha. Proprio in questi primi momenti assistiamo al primo colpo di scena: un’esplosione che devasta il gruppo di avversari, facendoli saltare tutti in aria. Daryl compare da dietro il loro furgone con un RPG in spalla dalla canna fumante: nessuno ci mette i bastoni tra le ruote.

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Avevamo, inoltre, lasciato Rick e gli altri, ricoperti dalle viscere dei vaganti, cercare di attraversare la mandria affamata e l’ultima scena della puntata precedente (6×08) ci mostrava un Sam che sussurrava un piagnucolante ed ovattato “mamma”. Questa scena non ha prospettato proprio un futuro roseo per il ragazzino, nella 6×09 vediamo cosa accade in realtà. Mentre il gruppo avanza, Sam, che aveva precedentemente rinunciato a mettersi al sicuro con padre Gabriel e Judith, di punto di bianco si blocca osservando questi zombie ciololanti e claudicanti e ripensa alle parole di Carol, proferite quando fu beccata dal ragazzino a rubare delle pistole dall’armeria. Sam ha sempre avuto nella sua testa l’eco di questa minaccia, simile ad un racconto dell’orrore (ma in questo caso l’orrore è la loro realtà) ed in questo momento tutto si ferma. Sam viene afferrato dai vaganti e divorato nello shock e silenzio degli altri, l’unica ad esprimere con un urlo tutto il suo dolore è la madre, Jessie, divorata anche lei dagli zombie.

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Nel caos dell’azione pensiamo sia finito tutto finito qui, ma vediamo Ron, il figlio maggiore della donna, raccogliere da terra una pistola (caduta nel caos del momento) e con tutto il dolore ed il rancore che ha in corpo la punta verso Rick, è intenzionato ad ucciderlo perché per lui è sua la colpa di quanto successo ad Alexandria. Michonne per difendere l’amico infilza il giovane con la katana. Il colpo dalla pistola esplode lo stesso, ma Rick è salvo. Pronti per rimettersi in cammino, si sente Carl chiamare suo papà, ha l’occhio destro sanguinante: il proiettile ha colpito lui. Inizia la corsa di Rick, con il figlio in braccio, e Michonne per raggiungere l’infermeria.

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Dopo tutti questi eventi adrenalinici ci ricordiamo che Glenn e Maggie non si sono ancora incontrati, la ragazza è ancora bloccata sulla torretta di guardia con gli zombie che la circondano e stanno minacciando la stabilità della struttura: è in pericolo. Il ragazzo deve salvare sua moglie in attesa del loro bimbo. Convince Enid ad arrampicarsi sulla torretta per mettere in salvo la donna, mentre lui fa da esca e si lascia inseguire dagli zombie, mentre cerca di difendersi viene accerchiato e potrei scommettere che tutti noi fan abbiamo pensato ed urlato, con la stessa disperazione di Maggie: “NOOO, NON DI NUOVO!!!”.

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Katelyn Nacon as Enid and Lauren Cohan as Maggie Greene – The Walking Dead _ Season 6, Episode 9 – Photo Credit: Gene Page/AMC

Infatti, fortunatamente, così non è stato: arrivano Abraham e Sasha che dalla recinzione esterna cecchinano perfettamente tutti gli zombie che stavano per assalire l’amico, salvandolo.

Dopo essere intervenuti, l’attenzione si sposta sul resto del gruppo. Denise, messa in salvo da Carol, soccorre Carl ferito all’occhio. Rick è fuori di sé: deve proteggere quel che resta di Alexandria e sfogare la rabbia e la disperazione per quanto successo al figlio. Esce dall’edificio ed è pronto ad affrontare tutti gli zombie, uno ad uno. Il suo coraggio è trascinante e poco alla volta tutti escono ad affrontare la mandria affamata, anche i più pavidi come Eugene o Gabriel, il quale durante l’episodio dice: We’ve been praying, together, praying that God will save our town, and our prayers have been answered. God will save Alexandria because God has given us the courage to save it ourselves!” (“Abbiamo pregato insieme, pregato che Dio salvasse la nostra città, e le nostre preghiere sono state ascoltate. Dio salverà Alexandria perché Dio ci ha dato il coraggio per salvarla noi stessi!”). Tutti insieme dunque provano a salvare quel che resta di Alexandria, Rick ha capito finalmente le parole di Deanna e il motivo per cui lei credeva che fosse possibile vivere lì. Rick ha compreso la forza che il gruppo ha, gli ha visti tutti contribuire per il fine comune della sopravvivenza e della speranza.

Cosa accadrà dopo? Non si sa di preciso. I fan del fumetto sapevano che questo momento sarebbe arrivato e lo stavano aspettando. Il Carl mezzo orbo sta per fare la sua comparsa. Ieri è stata rilasciata un’intervista a Chandler Riggs (Carl) su HuffingtonPostUS in merito a quanto accadrà d’ora in poi. Da adesso in avanti Carl non sarà più lo stesso. Nel fumetto, il suo personaggio subisce una perdita della memoria in seguito allo sparo e la sua personalità diventerà via via più oscura. Il giovane attore afferma di essere eccitato perché, secondo lui, il suo miglior lavoro sarà proprio nella seconda parte di questa sesta stagione. Inoltre, fa presente che aver dovuto recitare con un solo occhio è stato difficile, ma ha sicuramente migliorato le sue doti interpretative. Inoltre, nei prossimi episodi tutto sarà molto diverso e che l’episodio 10 sarà molto interessante e che l’atteso arrivo di Negan renderà tutto spaventoso. Riggs afferma anche che non ci saranno più finte morti nello show (come quella di Glenn), ma ci saranno grandi ed eccitanti momenti che scioccheranno molte persone.

Non so Voi, ma io sono in trepidante attesa di vedere il nuovo Carl, lo sviluppo di questo suo lato oscuro. A presto.

Pretty Little Liars, 6B: cosa ci aspettavamo?

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Ed alla fine sono tornate. Sono stati mesi lunghissimi, ma aver lasciato le liars con uno stacco ben preciso e deciso ha fatto in modo che l’attesa procedesse senza troppa smania. Nonostante ciò, noi fan attendevamo comunque la prima puntata del nuovo Pretty Little Liars con nuove e vecchie questioni a cui dobbiamo trovare delle risposte. Le liars sono ora più mature, più affascinanti, adulte nel vero senso della parola dal momento che i personaggi sono ora quasi coetanei delle stesse attrici grazie a questo salto nel tempo.

Niente di nuovo sotto il sole: ci è stato introdotto il nuovo scenario (seppur siamo nella cara vecchia Rosewood) e le nuove circostanze che hanno portato le ragazze qui. Le ragazze vengono richiamate in città da Alison, la quale chiede loro di testimoniare all’udienza di rilascio di Charlotte in favore della ragazza, dal momento che in questi cinque anni la loro ex-stalker ha fatto dei grandissimi progressi lavorando su stessa. Le ragazze raggiungono Rosewood, ma sono comunque indecise sul da farsi, non vogliono ricadere nel vortice del passato e non vorrebbero ritornare a mentire per Alison: le nostre liars sono rimaste palesemente traumatizzante da quanto successo e non sono tranquille per nulla di poter incontrare un giorno Charlotte che passeggia tranquillamente per le vie della cittadina. Dopo un po’ di tergiversare decidono di fidarsi di Alison: Spencer, Hanna ed Emily ammettono davanti al giudice di non aver più paura di Charlotte, mentre Aria è l’unica – grazie al cielo – a restare fedele ai propri sentimenti. Nonostante le parole di Aria, la decisione del giudice è favorevole: ora Charlotte è libera di andare, è libera di poter tornare da sua sorella Alison, che si prenderà cura di lei. Quella notte però Charlotte scompare, la mattina dopo viene trovato il suo corpo sotto il campanile della Chiesa: suicidio o omicidio? Così si apre la 6b, ovvero la seconda parte della sesta stagione tanto attesa.

Questo nuovo Pretty Little Liars è iniziato oramai da un mese ed ho atteso ben quattro episodi prima di dire la mia su questa nuova strutturazione. Ho aspettato perché volevo capire bene quali fossero i piani degli sceneggiatori (anche se sembra assurdo riuscire a capirlo in così poco tempo…). Ammetto che amo questo telefilm, seppur i suoi alti e bassi mi hanno fatto un po’ girare le scatole, ma è una sorta di amore incondizionato perché adoro le protagoniste e la delineazione dei loro caratteri; nonostante non abbia condiviso la scelta di CeCe/A, me la sono fatta piacere ugualmente analizzando lo show in toto. Questa 6b però non mi sta convincendo: le nostre liars sono sì cresciute, esteticamente ed anagraficamente parlando, ma dal modo in cui agiscono sembrano le solite liceali. Non so se fosse questo l’obiettivo, ma speravo in qualcosa di più incisivo da parte delle nostre ragazze, che sembrano essere annichilite da ciò che accade loro attorno. Abbiamo assistito nei quattro episodi ad alcuni elementi molto similari alla stagione 1: abbiamo un funerale (Ali, Cece), abbiamo Sara nei panni della “vecchia” Jenna, e le ragazze fuori dalla Chiesa alla fine della cerimonia che parlano con il detective di turno. Ora, mi starebbero anche bene questi parallelismi tra in due momenti, ma avrei voluto che le ragazze prendessero in mano la situazione. Non hanno minimamente imparato dai loro errori e continuano a ricadere in quei banali tranelli di sempre, sono state risucchiate nel vortice di un altro misterioso personaggio e vorrei vedere le quattro ragazze più combattive: nelle prime stagioni erano sempre sulla difensiva, avevano paura di A e delle sue minacce e dunque tenevano tutto per sé, temendo ripercussioni; adesso però sarebbe il momento di vedere le nostre quattro amazzoni un po’ all’attacco. Sono quattro ragazze forti, che hanno passato di tutto e di più e dovrebbero essere in grado di disarcionare questa nuova minaccia.

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Speriamo che nei prossimi episodi si scopra qualcosa di nuovo, anche perché nella vita reale le persone cambiano, e lo fanno soprattutto a causa di (o grazie a) ciò che hanno passato. Non basta cambiare outfit, look, fidanzato e città per crescere, quindi vorrei vedere una loro maggiore evoluzione sul lato caratteriale.

GREY’S ANATOMY – 12X05 “Guess Who’s Coming To Dinner?” – OPINIONI

Il momento è arrivato. Quel momento in cui, mentre bevi un drink, ti sembra andare di traverso; quel momento in cui tossisci perché hai respirato mentre stavi buttando giù un sorso d’acqua ed hai mandato per un millesimo di secondo in tilt l’epiglottide; quel momento per la nostra Meredith è arrivato, ma non solo per lei, anche per noi.

L’episodio ha ripercorso l’attimo in cui la dott.ssa Grey apre la porta della sua casa e trova davanti a sé Callie con la sua nuova compagna, ovvero Penny, aka colei che “ha ucciso Derek”.

Meredith è colta di sorpresa. Non sa cosa fare, le invita ad entrare senza dire nulla e cercando di essere il più gentile possibile, anche con chi non è solita farlo. Inizia a comportarsi stranamente, soprattutto agli occhi di Alex, che nota una Meredith non a suo agio, nonostante sia con persone con le quali ha condiviso tanto, tutto. Alex non riesce a capire cosa c’è non va. Meredith è intenzionata a non dire nulla o forse solo sopraffatta dagli eventi, anche perché è stata investita di nuovo da quella mancanza che sembrava aver affrontato e superato. La dottoressa prende in parte Penny e la avverte: berrai un drink, siederai con noi a tavola per cenare, andrai via e io non sarò costretta più a vederti. Queste le lapidarie parole di Meredith per la donna.

Nel momento in cui la Grey ha aperto la porta di casa, ho come rivisto la piccola Meredith su quella giostra che girava e girava, solo che stavolta intorno a lei non c’erano cavallucci dipinti, ma i suoi amici e colleghi travolti dalla frenesia di quella cena work in progress ancora ignari di tutto. Maggie corre avanti e indietro dal bagno per fare pipì, April prende in mano la situazione della cena mettendosi ai fornelli e ordinando a destra e sinistra di sminuzzare l’aglio, tagliare le carote, portare fuori la spazzatura.

Dopo alcuni tentativi di Penny di andare via con Callie, dopo una Arizona un po’ alticcia e una Amelia che cerca di far sentire a suo agio la nuova ospite, il pranzo è servito. Le pietanze sono cotte a puntino e meno male che c’era April a prendere il toro per le corna. Tutti siedono al proprio posto. Si cerca di conoscere la compagna di Callie, April chiede cosa facesse. Da lì, scoprono che è un dottore, che al momento è in cerca di essere reintrodotta nel programma di un altro ospedale, poiché quello in cui lavorava è stato chiuso. Meredith è sempre in silenzio, mette nel suo piatto dell’insalata; poi una goccia fa traboccare il vaso: la dottoressa Bailey, che aveva già sentito il nome di Penny, ricorda che il lunedì successivo avrebbe avuto un colloquio con la specializzanda per farla introdurre nel percorso di specializzazione del Grey+Sloan Memorial Hospital. Lì Meredith si ferma, non riesce a capacitarsi: fate sul serio? Lì è il momento in cui la dottoressa Grey svela le sue carte, presenta la “perfetta Penny” come colei che “ha ucciso suo marito”. La tensione si ispessisce, Amelia vuole sapere cosa è successo quella notte, tutti sono muti e fermi ai loro posti, incapaci di fare o dire qualcosa, paralizzati dal dolore e dall’imbarazzo. Anche Callie, in quel momento assente, resta pietrificata.

perfect penny killed my husband

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perfect penny killed my husband - amelia reaction

perfect penny killed my husband - callie reaction

Il dolore per la perdita del loro caro amico è ritornato a galla, Amelia se la prende con Meredith, la aggredisce chiedendole come avesse potuto farle questo, ovvero non dirle nulla nel momento in cui Penny ha varcato la soglia della loro casa. Meredith, come se non fosse stato già abbastanza, esplode: “Io non ti ho fatto proprio niente. Ho perso mio marito e il padre dei miei bambini e tu staresti cadendo a pezzi?? Io non posso permettermelo perché ho tre figli! Quindi per favore chiudi la bocca e fuori dalla mia stanza! Portala (riferito a Owen, ndr) via da qui prima che la uccida”, parole fortissime e Meredith che mi è sembrata una leonessa. 

perfect penny killed my husband - meredith reaction

Questo è ciò che accade durante quella serata. Oltre all’evento clou, vediamo un leggero riavvicinamento tra April e Jackson, forse la Kepner ha capito finalmente che ad Avery serviva solo un po’ di spazio e spero vivamente che si riavvicinino ancora di più poiché amo i #Japril. Inoltre, se potessi shipperei le #RobNer (non so se esista già una ship tra Arizona ed April, se c’è e NON è RobNer, scusate): le adoro! Il tentativo di riappacificazione tra la Wilson e la Edwards sembra andare bene, fino a quando le parole di Joe o le interpretazioni errate di Stephanie incrinano ancora di più il rapporto tra le due. Maggie e il nostro – italianissimo – dottor DeLuca sembrano avvicinarsi di più, mentre lei è in ospedale a seguito di una infezione delle vie urinarie: molto romantico!!

Grey’s Anatomy è una serie tv con solo assi nella manica. Questa stagione dodici mi sta piacendo e coinvolgendo molto più di quanto non lo abbia fatto la undicesima. Dunque non posso fare a meno di dare un 9,5 a questo episodio e dire a Shonda: Ad Maiora Semper!

PRONTI PER IL CHECK IN? 5×01 American Horror Story

> Se non hai visto l’episodio 5×01, per te questo post potrebbe contenere spoiler <

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Rieccoci! Ieri sera è andato in onda negli USA il primo episodio dell’attesissima quinta stagione di American Horror Story, serie tv firmata Ryan Murphy e Brad Falchuk e che da cinque anni a questa parte puntualmente ci mette i brividi.

Questa stagione è ambientata in un hotel, uno di quelli spaventosi, dai lunghi corridoi, dai colori caldi, ma scuri e tetri, uno di quelli in cui non appena entri, ti sembra di sentire una voce urlare: “Wendyyy?!”. All’interno di questa location, completamente art decò, posizionata al centro di Los Angeles, incontriamo alcuni dei personaggi che ricorreranno nello show con i loro ruoli cupi. Infatti, non cambia la struttura di American Horror Story che vede sempre un gruppo di anime perse intrappolate in un luogo infestato, sia esso una casa, una congrega o la carovana di un circo.

Quello che capiamo dalla premiere è che chiunque entri in quell’albergo, dopo aver fatto il check-in con un’adorabile Kathy Bates, non ne metterà più piede fuori: sì perché è sufficiente che gli ospiti entrino nelle loro camere per essere resi incoscienti e ingabbiati e torturati o violentati da un essere, un uomo senza volto e alquanto disgustoso. In questo pilot ci sono stati introdotti tutti i personaggi (o comunque gran parte di essi), tra cui un ufficiale di polizia del tutto normale che si reca nell’albergo per soggiornarvici e che scopriamo avere un forte legame con il luogo: il suo figlioletto scomparso Holden.

L’inizio è in perfetto stile American Horror Story, ma si sente la mancanza di Jessica Lange, oramai regina indiscussa di questa serie; si sente la mancanza dei suoi sguardi e delle sue gesta, sarebbe stato bello vedere un possibile scambio di battute tra lei e la new entry Lady Gaga. Questo è stato un episodio che, a mio parere, merita un 7.5 poiché mi sarei aspettata un po’ di ordine, ovvero: data l’eccentricità, l’orrore, il disgusto mi sarei aspettata un po’ di linearità, giusto per equilibrare il prodotto. Ho trovato, infatti, che ci fossero troppi eventi, troppa carne sul fuoco: due episodi di ospiti ignari che vengono uccisi, il caso che segue la polizia di un uomo incastrato in una donna e con le mani inchiodate nella testiera del letto, cinema all’aperto con orgia sanguinaria, flashback dei personaggi angoscianti per riuscire ad inquadrarli, flashback del detective nel giorno in cui il figlioletto viene rapito, voce misteriosa di un uomo con cappello che chiama il detective e cerca di farlo cadere in trappola (ed è probabilmente colui che ha rapito Holden), il personaggio di Will Drake intenzionato ad acquistare l’albergo. Spero di non essermi dimenticata nulla.

Gli eventi che accadono sono tanti da sembrare di essere stati travolti da un vortice, probabilmente l’intento era voluto e va bene, ma ho trovato che alcuni elementi fossero scollegati l’uno dall’altro, seppur non ci è stato detto nulla di più di ciò che il primo episodio ci ha presentato: nella sua confusione è stato esaustivo. Non ci resta che aspettare il secondo episodio.

Felici incubi!

Qui l’episodio.

GREY’S ANATOMY – Opinioni sui primi due episodi 12X01, 12X02

greys-anatomy12x02-11-e1443527760252Non so minimamente quale possa essere l’asso nella manica di Shonda Rhimes, ma tanto di cappello a lei e agli altri sceneggiatori, in grado ancora di offrire un, a mio parere, ottimo prodotto dopo dodici anni.

Ebbene sì, settimana scorsa è iniziata la dodicesima stagione del medical drama più amato: Grey’s Anatomy. Molti fan dopo aver assistito ufficialmente, durante la stagione undici, alla già preannunciata morte del Dr Stranamore e aver raccolto i cocci dei sogni infranti dei molti che volevano i MerDer per sempre felici e contenti mano nella mano, hanno promesso che avrebbero smesso di seguire lo show poiché la sopracitata Shonda aveva esagerato e aveva pian piano eliminato le colonne di questo programma.

Nonostante siano state versate lacrime per la perdita del caro Derek, la sua precedente assenza dal telefilm mi aveva un po’ preparato al non vederlo più tra i corridoi del Grey Sloan Memorial Hospital: indipendentemente dal motivo, era comunque lontano dai miei occhi e, si sa il detto, “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.

Infatti, nell’episodio 12×01, intitolato SledgeHammer, ho provato tante emozioni, eccetto la mancanza di Derek, anzi Derek chi? E’ stato un episodio esplosivo, frizzante, intenso, ma anche divertente. Abbiamo ripreso i drammi dei Japril là dove li avevamo lasciati e finalmente la Bailey potrà vivere quello per cui ha lottato per tutti questi anni: il posto di capo.

Nella 12×02, intitolata Walking Tall ed andata in onda stanotte negli USA (e disponibile qui in subIta), molte cose sono successe e tutte sono state spinte alla massima potenza dalla Bailey, ora capo in carica. Il suo entusiamo misto a tensione l’ha portata ad essere sopra le righe, pretendendo l’impossibile dai suoi medici e soffocandoli con tempi strettissimi, a fine episodio – dopo aver ascoltato Webber – ha chiesto scusa all’equipe, complimentandosi comunque con loro per aver reso possibile l’impossibile. Meredith è stata per la Bailey il suo punto fermo, la calma al centro dell’uragano, colei che è pronta a diventare il primario di Chirurgia Generale. I Japril sono riusciti finalmente a parlare, ma April cosa si aspettava mai? Davvero me lo chiedo. Aveva bisogno di processare quanto successo, ha deciso di partire in guerra come medico di campo con Hunt, tra i vari avanti e indietro è stata via più di un anno e Jackson era sempre lì ad essere comprensivo con lei e venendole incontro. Lei però non è stata così con lui, entrambi hanno perso un figlio, anche Jackson aveva bisogno di vivere il post-trauma, ma non abbiamo visto nulla di tutto ciò e, nell’episodio 12×02, lui è stato molto chiaro; ma April non si arrende.

Questi sono stati i punti principali dell’episodio, che si è sviluppato con una scioltezza incredibile e sono grata di poter guardare con lo stesso interesse questo prodotto per la tv. Molti credono che Shonda sia un boia con un accetta pronta, dietro l’angolo, a decapitare il prossimo personaggio amato. Io non credo che sia così, anche perché “squadra che vince non si cambia”. Dobbiamo però ricordarci che sono passati dodici anni e che dietro i nostri amati personaggi ci sono persone reali che vanno avanti con la loro vita e la loro carriera, che hanno reso grazie al ruolo avuto, ma che hanno – e che hanno avuto – bisogno di evolversi. Tutto nella vita cambia, anche noi nel nostro piccolo cambiamo ed aspiriamo al meglio, nulla resta uguale. Io personalmente non ritengo sia una brutta idea quella di inserire via via personaggi nuovi che ci permettano di assistere a nuove avvincenti dinamiche, senza però snaturare il prodotto.

Quindi, vai Shonda, gioca tutte le tue carte.

CHAINSAW 1X03 SCREAM QUEENS – TEORIE E SOSPETTATI

Sembrava che la grottesca serie Scream Queens non avesse fatto breccia nei cuori degli spettatori in base agli ascolti ricevuti. Nell’arco di breve tempo, il tutto è stato smentito poiché la piattoforma di maggior uso e diffusione tra i giovani, ovvero lo streaming in ogni sua forma, aveva raggiunto degli altissimi punti. Quindi, l’allarme che preannunciava una possibile cancellazione pare per il momento essersi eclissato.

Ieri sera è andato in onda il terzo episodio della serie, intitolato Chainsaw, già disponibile da noi in streaming e sottotitolato (qui l’episodio).

Chi sono i sospettati di questo terzo episodio? — SPOILER —

Nella 1×03 succedono molte cose, tutte tinte del rosso sangue a spruzzo dei film splatter. Vediamo Wes, il padre di Grace, iniziare a lavorare presso la Wallace University come docente, per cercare di stare il più vicino possibile alla figlia e per proteggerla. Troviamo la Rettrice Munsch essere gelosa del rapporto tra Gigi e Wes, tanto da idealizzare una quanto mai irreale relazione tra lei e il nuovo professore. Le sorelle della casa cercano Chanel#2 di cui, nell’episodio precedente scomparve il cadavere, e raggiungono la sua casa a Bel Air, dove scopriamo che Charisma Carpenter (Cordelia in Buffy The Vampyre Slayer) e Roger Bart (Leo ‘Mason’ Treadwell in Revenge) sono i genitori della ragazza. La confraternita di Chad Radwell decide di fare una ronda per le strade del campus, urlando il nome Red Devil sperando che si sarebbe fatto vedere: lo fa, ma ce ne sono due. Intanto Grace e Pete vanno alla ricerca della persona a cui corrisponde un unico nome correlato al tragico episodio di 20 anni prima.

Chi è dunque Red Devil?

Il mio sospetto ricade ancora sul padre di Grace, nonché nuovo docente, Wes. Oltre agli indizi precedentemente elencati in un post, in questo episodio vediamo Wes Gardner (Oliver Hudson) comparire come docente di Cinematografia, il quale nel suo primo giorno di lezione mostra agli studenti quello che lui considera “il più grande film di tutti i tempi”, ovvero Non aprite quella porta (Ma dai scherziamo?? Si vede proprio che insegni letteratura in realtà!), in riferimento all’assassino che uccideva con una motosega – come Red Devil. Inoltre, al termine della lezione, parlando con Gigi, afferma che tutti hanno vissuto dei traumi in passato e tra le soluzioni c’è quella di poter trasformare tutto il dolore e la sofferenza in rabbia da riversare nel mondo. Nelle ultime scene dell’episodio vediamo però che Gigi viene attaccata all’interno della KKTau-se. In quel momento Wes è fuori nella sua auto, quest’ultimo, sentendo delle urla, entra per soccorrere la donna. Al termine della scena, che non porta con sé morti grottesche, vediamo Wes incolpare la rettrice, che era rimasta fuori dal contesto, seppur sempre nella casa. Dunque, secondo me, ci sono due Red Devil: uno di questi è Wes (l’altro non so ancora), il quale cerca di far ricadere la colpa sulla preside per tenerla alla larga dai suoi piani, poiché quest’ultima si era rivelata essere un po’ troppo appiccicosa nei suoi confronti. Magari anche lei, in realtà sospetta di lui, in quanto ex studente nel 1995, in fondo lei era rettrice anche quella volta.

Questo per ora il mio maggiore sospettato, senza contare che il suo nome è Wes – in onore di uno dei re dell’horror, recentemente scomparso.

Appare però strano un altro personaggio, ovvero Chanel#3, la quale chiede alla consorella Sam di diventare il suo alibi (e viceversa) nel caso in cui ci dovesse essere un omicidio. Il tutto appare così ambiguo anche perché recentemente è stato instillato il dubbio in merito al motivo per cui questa Chanel indossi sempre dei paraorecchie. Cosa nascondono? Lo scopriremo.

Le scene migliori:

  • la lotta tra la nuova mascotte Coney e Red Devil.

  • coneyVSreddevil

    Sentire come colonna sonora della ronda notturna Everybody (Backstreet’s back)

  • la trasformazione di Hester

TvSERIES & ZOMBIES: la pandemia ha contagiato le serie TV

La pandemia zombie ha contagiato le serie tv.

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Nel 2010 il regista Frank Darabont e la casa di produzione AMC Studios decisero di creare una serie tv che riprendesse il fumetto americano di The Walking Dead, scritto da Robert Kirkman. Il fumetto, e così anche la serie, narra di uno sceriffo, Rick, che, svegliatosi dal coma, si ritrova in un mondo invaso da morti che camminano. Torna a casa, ma è vuota. Deve assolutamente trovare sua moglie e suo figlio per metterli al sicuro, ma dove sono? Incontra un uomo con suo figlio che lo avverte di ciò che sta accadendo, si salutano e Rick si rimette in cammino.

Dunque, tutto ciò inizia con The Walking Dead, ma dal 2010 ad oggi gli zombie hanno affollato le nostre tv e i siti di streaming più di qualsiasi altra creatura horror, quasi equiparando la miriade di vampiri risorti dopo Twilight&Co. Infatti, oltre a TWD troviamo altre serie TV incentrate sul tema zombie; certo, ogni prodotto è stato impostato in maniera differente per non ricadere nella ripetitività degli eventi, ma a cosa è dovuta questa slavina zombie? Sarà solo per il successo della serie numero 1?

Quali sono queste altre serie?

  1. FEAR THE WALKING DEAD

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Questa serie è lo spin-off ufficiale della serie madre, infatti uno dei creatori è sempre Rober Kirkman. La AMC ha dato il via libero alla serie il 9 marzo 2015, ordinando la produzione di due stagioni. La prima – di cui sono stati trasmessi i primi tre episodi – composta da 6 episodi, mentre la seconda, prevista nel 2016, ne avrà ben 15. FTWD è una sorta di prequel della storia originale: qui vediamo le prime fasi dell’epidemia zombie; vediamo come i personaggi sono spaesati e la presa di coscienza di ciò che sta accadendo è davvero difficile da affrontare. Si può dire che questa serie va a riempire, seppur da tutt’altra parte degli Stati Uniti (siamo a Los Angeles), i 3 mesi di vuoto in cui Rick (The Walking Dead) è stato in coma.

  1. Z NATION

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Z Nation è una serie tv post-apocalittica low cost. La casa di produzione The Asylum impone per una sua produzione di restare sotto il milione di dollari e in genere il tutto viene svolto nel giro di pochi mesi. La serie ha debuttato nel settembre del 2014 con la prima stagione composta da 13 episodi. Al momento, è in programmazione, nel palinsesto tv statunitense, la seconda stagione. In questa serie ci troviamo a tre anni dall’apocalisse zombie, un gruppo di civili ha un obiettivo: portare in California l’unico essere vivente a cui è stato somministrato un vaccino sperimentale contro il virus Z, per cercare di recuperare gli anticorpi e salvare il genere umano.

  1. iZOMBIE

izombie

In questa serie, come per quanto è successo in The Walking Dead, troviamo un parziale adattamento della storia al fumetto omonimo di Chris Roberson e Michael Allred. Questa serie tv statunitense ha debuttato il 17 marzo 2015 dal netword The CW ed ha come protagonista una studentessa di medicina che, a seguito di un attacco zombie, diventa anch’ella uno di loro (ma è ben lungi dall’essere il tipo di zombie a cui siamo abituati), si fa assumere in un obitorio per acquietare la sua fame di cervelli sfogandosi sui cadaveri che non sono stati riconosciuti, assorbe così i loro ricordi ed aiuta la polizia a risolvere casi di omicidio.

  1. INTRUDERS

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Questa è una miniserie di BBC America sviluppata da Glen Morgan, creatore di X-Files e delle serie di Final Destination, e basata su un romanzo Michael Marshall Smith. Questo show dai risvolti paranormali ha debuttato nel 2014 e vede al centro della storia una società segreta i cui membri aspirano all’immortalità e che riescono ad essere immortali viaggiando da un corpo ad un altro dopo la morte.

  1. IN THE FLESH

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Serie Tv made in UK che ha debuttato sulla BBC nel 2013, scritta da Dominic Mitchell e diretta da Jonny Campbell e racconta i fatti seguenti una presunta apocalisse zombie, dove coloro che erano deceduti vengono ri-animati e, dopo un lungo periodo di riabilitazione e di farmaci, vengono reintrodotti nella società se ritenuti idonei. La serie si compone di sole due stagioni, per un totale di 9 episodi.

La particolarità di questo tema è che ogni creatore imposta la storia seguendo le fantasie più strane e le originalità del momento. Personalmente, ho seguito – e sto seguendo – tre delle serie TV sopracitate, ovvero The Walking Dead, Fear The Walking Dead e Z Nation. Presto pubblicherò un post con un commento alle tre.