Twin Game, l’attesissimo nuovo romanzo di Brenda Mill.

Finalmente abbiamo una data per il nuovo romanzo della scrittrice Brenda Mill, intitolato Twin Game, il 3 marzo sarà disponibile su Amazon.it. Lei ci aveva già rapiti e contagiati con il suo stile dark e i suoi personaggi travolgenti, ma, come spesso accade con i piaceri proibiti, non è possibile resistere a nuove ed emozionanti avventure.

Ma vediamo un po’ cosa ci aspetterà…

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Data di pubblicazione: 3 marzo 2017
Titolo: Twin Game
Autore: Brenda Mill
Numero di pagine: 574
Prezzo: 2,99€
Anno di pubblicazione: 2017
Editore: Self-Publishing
Genere: Erotic Suspense

Un metro e novanta di muscoli, capelli color platino e occhi di ghiaccio. Padre Adam direbbe che assomiglio a un angelo, io dico che assomiglio a un prete e non so se mi dispiaccia di più la prima o la seconda opzione.

Riusciresti a sopportare due croci per raggiungere l’illusione della felicità? Ethan e Adam Lost sono l’uno la fotocopia dell’altro, a esclusione della loro personalità. Il primo fratello, infatti, si esibisce come stuntman professionista tra le sbarre del Next, il locale più trasgressivo e popolare di Brooklyn. Il secondo, invece, si dedica anima e corpo alla carriera ecclesiastica da ormai cinque anni. Due vite apparentemente inconciliabili fino alla lettura di un testamento che potrebbe rendere uno dei due schifosamente ricco. Settecentotrenta giorni, questo è il tempo che separa Ethan oppure Adam dalla riscossione di un’immensa fortuna. Con una sola, piccola e apparentemente irrilevante condizione: sposarsi e generare un erede.

Qui potete trovare il book trailer.

Primo estratto:

«Stringi le gambe, falle aderire alla moto come se da un solo gesto potesse dipendere la tua vita. Le mani, poi, ancorale al manubrio e non allentare la presa per nessuna ragione.» Ethan inizia la sua lezione, facendo quello che non ha mai osato: toccarmi.
In un primo momento arrossisco, poi mi volto verso di lui e lo osservo per fargli comprendere che ha la mia massima attenzione.
«Sta’ attenta alla faccia, molti stuntman se la sono spaccata a causa del cupolino!» lo indica con un’aria serissima.
«Tutto chiaro e poi?» fisso Ethan con aria di sfida.
«E poi… fai amicizia con la gabbia», annuncia enfatico, dandomi un colpo sulle chiappe e invitandomi a mettere in moto la sua Heritage.
Eseguo l’ordine e mi lascio andare, schizzando da una parte all’altra della prigione senza paura e senza alcuna esitazione. Conosco molto bene le moto e, anche se mia madre mi ha sempre sconsigliato di guidarne una, non ho mai potuto stare lontana dal richiamo che un rombo produce nel mio cuore. Mi sento un po’ come una sirena attirata dalle onde, forse si tratta della stessa sensazione che pervade Ethan quando sale in sella per dominare il pubblico. Lui mi osserva apparentemente soddisfatto e vagamente felice. Io continuo a percorrere la gabbia in lungo e in largo. Non posso scappare e, a dirla tutta, anche se potessi non ci proverei. Sto bene qui e non vorrei essere in nessun altro posto al mondo.
«Fermati!» esclama Ethan mettendosi sulla mia strada.
Decido che è tempo di interpretare la mia parte con il massimo dell’impegno. Giro attorno a lui e sorrido con aria provocante, senza fermarmi nemmeno per un attimo. Voglio sconvolgerlo, fargli perdere letteralmente quella sicurezza che sbandiera in continuazione come se fosse il vessillo di un’importante casata. Ethan proprio non comprende il mio atteggiamento e prova in ogni modo ad ostacolarmi il passaggio.
«Spostati!» lo minaccio a tutto gas.
Ma lui non si muove, non ha paura e come al solito continua la sua lotta. Prego per cinque secondi e poi impenno di fronte a lui. Chiudo leggermente gli occhi e ritorno al suolo.
Ethan, finalmente, con un balzo riesce a bloccare la mia folle corsa e finisce anche lui per terra.
«Ti ammazzerai molto prima del previsto se non la smetti, devi ascoltarmi, io sono il tuo insegnante e so cosa è meglio per te», Ethan si dimostra deciso, oserei dire intransigente.
Lo è anche quando mi sfiora il seno e mi bacia con la stessa passione del giorno precedente. Questa volta non mi tiro indietro, mi lascio sopraffare dall’attrazione che nutro per lui. Allungo le braccia verso le sue enormi spalle e, dopo averle sfiorate, le palpeggio con forza crescente. Sfilo, poi, il maglione di Ethan e mi concentro per qualche secondo sulla sensazione che i suoi addominali lasciano sul mio addome. Il contatto con la pelle di quest’uomo genera in me una sensazione indescrivibile. Sto bene e non mi pento dell’accordo con la signora Lost. Perché non avrei potuto fare scelta migliore, anche se lo sto ingannando. In fondo sono questi i rischi del mestiere, quando la parte diventa così reale che è impossibile distinguere la fantasia dalla realtà. E il ruolo ti piace così tanto che non potresti più farne a meno.

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Secondo estratto:

Padre Adam sorride quando i nostri sguardi s’incrociano ed io proprio non posso fare a meno di ricambiarlo. Le fossette che ha al centro del mento quando lo fa, si distendono in maniera magistrale. Per qualche secondo vengo attratta persino dalle sue mani che stringono il rosario con la stessa forza e determinazione di sempre.
«In cosa posso esserti utile, Alyson?» Lui rompe il ghiaccio, osservando, all’altezza del seno, le increspature della t-shirt che indosso.
«Ho bisogno di parlarti», cerco di mantenere la calma, anche se la situazione sta assumendo una brutta piega. Se si potesse misurare la carica erotica tra noi, il termometro esploderebbe in pochi secondi.
«Solo parlare? Non mi sembra che l’oratoria sia la tua arte migliore. Ci sono cose in cui riesci decisamente meglio, se posso permettermi…» Padre Adam si sfiora la mascella e poi scende sempre più in basso, fino all’incavo del collo ormai scoperto dal colletto. Posso immaginare che con tale gesto lui voglia dare il via a una vera e propria provocazione.
«Mi stai confondendo. Vuoi farmi impazzire, non è vero?» chiedo esterrefatta e incerta riguardo ad ogni cosa.
«Certo che voglio farti impazzire. Voglio entrarti nella testa, nel corpo e arrivare a scorrerti nelle vene», annuncia Padre Adam in tono alquanto apocalittico.
Forse è lui la fine del mondo.
Forse è lui lo sfacelo totale.
«Per adesso pensiamo al corpo, tutto il resto verrà dopo.» Allungo le mie mani verso il suo fondoschiena, senza che nessuno ci veda. E insieme percorriamo quel corridoio che, per fortuna, non può raccontare quello che abbiamo intenzione di fare.
Vietato, il sesso tra noi è vietato. E tutto il resto, compreso l’amore, lo è anche di più.

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Conosciamo meglio Brenda…

Brenda Mill nasce a Lecce. Nel suo nome e nelle sue vene scorre tanto il sangue del sud quanto il sangue americano. Appassionata fin da piccola di serie televisive statunitensi, ha coltivato la passione per la Grande Mela con gli anni. I suoi studi sono balzati dal liceo classico al sociopsicopedagogico, per approdare in conclusione alla facoltà di lettere e filosofia. Ha iniziato a scrivere per diversi giornali online fino a diventare un’articolista specializzata nel lusso. Detesta i rettili e le persone che non si fanno gli affari loro. Non esclude di essere stata nelle vite precedenti un incrocio tra Xena ed Elisa di Rivombrosa. Adora il caos e, come ogni donna, tutto ciò che brilla e non può permettersi. Inganno Globale è stato il suo romanzo d’esordio, da allora, come un fiume in piena, non si è più fermata nella stesura di opere dalle sfumature dark e fortemente suspense.

QUI potete trovare una precedente intervista fatta alla giovane scrittrice in occasione della pubblicazione della Trilogia degli Inganni.

☆☆☆☆☆☆ GIVEAWAY TRE CARTACEI IN OMAGGIO

Come fare?

1) Cliccate mi piace sulla pagina dell’autrice

2) Invitate cinque amici a fare altrettanto!

3) Fate richiesta d’amicizia alla Scrittrice e scrivere IO PARTECIPO in bacheca.

Estrazione prevista per il 6 marzo.

BUONA FORTUNA A TUTTE!

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DDL Cirinnà: Una Vittoria a Metà

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Anche l’Italia è entrata nel gruppo di quegli Stati che hanno ufficializzato il matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ce l’abbiamo fatta, dunque. Eppure non riusciamo a sorridere, è una gioia velata, perché se da una parte si sono ottenuti dei risultati e dei diritti, dall’altra ne sono stati sottratti.

Nel Decreto Legge della Senatrice Monica Cirinnà non si parlava solo di questo, ma si parlava anche di stepchild adoption, ovvero un istituto giuridico che consente al figlio di uno dei partner della coppia di essere adottato dall’altro (che sia unito civilmente o sposato), affinché possa ottemperare al ruolo di padre o madre, al pari del genitore biologico. Ciò però non è stato possibile: dopo i polveroni degli ultimi giorni causati dal passaggio di un “canguro”, chi era partito con l’idea di battersi di petto per questi diritti, ha fatto marcia indietro.

Si è remato contro ciò che era giusto solo per una egoistica credenza pregiudizievole e non per ciò che è meglio e giusto. Come avevo detto già nel precedente post, non vi sono studi o prove che dimostrino che bambini e ragazzi cresciuti da una coppia omosessuale non ricevano la stessa qualità di educazione; anzi, a parer mio, ne ricevono forse una migliore. Codeste persone al governo hanno fatto una propaganda negativa, “maestri” della propaganda tanto quanto Goebbels: hanno fatto di tutto per far passare i membri della comunità LGBT come: sprovveduti, incoscienti, sporchi. Hanno cercato di fare un lavaggio del cervello a persone facilmente impressionabili e psicolabili, un po’ lo stesso lavoro che in questi ultimi tempi sta facendo Donald Trump negli USA.

C’erano e ci sono persone pronte ad adempiere ai propri doveri di genitori con responsabilità, ma i loro diritti sono ancora congelati, bloccati. Questi esseri temono che lasciar crescere un proprio figlio ad una coppia omosessuale possa togliere qualcosa alla famiglia tradizionale: ma cosa? Di cosa stiamo parlando? Uomo Nero? Ufo? Folletti?

Rifiutando le stepchild adoption, non stanno solo lasciando un potenziale genitore senza un figlio, ma stanno condannando un figlio a vivere con una sola figura genitoriale. Un detto africano recita “per crescere un bambino, ci vuole un’intera tribù”, ma con questa scelta il cerchio lo si sta restringendo di molto. Dovremmo portare avanti il bene che c’è nel mondo, invece bloccando a metà questo decreto, si continua a diffondere odio e non amore, si diffonde l’intolleranza e non il rispetto. Si sottolinea il concetto di diversità, senza che in realtà una diversità esista.

Spero vivamente che presto o tardi (più presto che tardi), si ritorni sui propri passi, dando a tutte le persone, a tutti i cittadini, i diritti che devono avere in quanto esseri umani. Cavolo, siamo nel 2016 e dobbiamo ancora parlare di uguaglianza???

UNIONI CIVILI: CACCIA ALLE STREGHE?

witchuntPochi giorni fa ho conosciuto un bambino, che qui chiamerò Giulio. Eravamo a pranzo a casa di amici di amici, una compagnia di dieci/dodici persone. Questo bimbo di quattro anni, molto carino e socievole, si avvicina e crea il primo legame con Mario, il mio compagno, con il quale scherza e gioca, e piano piano prende confidenza con un po’ tutti. Giulio è il nipote dei padroni di casa, i quali temono che il bimbo possa disturbarci perché vivace, ma nient’affatto: aggiungiamo un posto a tavola e siede tra noi. Giulio è un bimbo molto sveglio ed intelligente, seppur ha ancora qualche difficoltà ad esprimersi verbalmente, riesce comunque a farsi capire. Ha un sorriso e degli occhi dolcissimi. Giulio ha tanta voglia di giocare: è cresciuto dal padre, che però lavora tutto il giorno, e dai nonni, i quali hanno il loro lavoro in campagna da mandare avanti: tra galline, vitelli ed orti. Un bellissimo posto dove crescere un bimbo, sempre all’aria aperta e cristallina, in contatto costante con la natura. La madre non c’è, o meglio, dopo la nascita del figlio, lo ha lasciato ai nonni e se ne è andata, in giro per i fatti suoi, noncurante di ciò che fosse meglio per il bimbo.

Perché racconto questa storia? Di certo non è la prima e, purtroppo, non sarà l’ultima, ma questa vicenda ha ulteriormente rafforzato il concetto a cui, ultimamente, ho pensato molto: le unioni civili, il ddl Cirinnà e tutte le relative questioni. Questo decreto di legge è stato ostacolato. Ostacolato da coloro i quali hanno paura, paura di un qualcosa di inesistente, paura di un pregiudizio, paura della loro stessa ombra. Le persone che intralciano questo decreto, mettono i bastoni tra le ruote al concetto stesso di famiglia, seppur credono di battersi per questo concetto. Alla base della famiglia c’è l’amore, l’amore reciproco e quello verso i figli. Le cure e le attenzioni, le premure, gli affetti ed il rispetto che i genitori possono offrire ed insegnare. L’amore è il sentimento più puro che possa esistere e qui lo si sta recriminando per la paura del niente, per paura dell’uomo nero nascosto sotto il letto.

L’episodio che ho raccontato all’inizio è un esempio di ciò che può accadere, ciò è accaduto in una famiglia cosiddetta “tradizionale”: dove ci sono una mamma (seppur inesistente) ed un papà. Con queste parole non voglio recriminare il ruolo della famiglia composta da un padre ed una madre, perché sono cresciuta in una di queste e i miei genitori hanno fatto di tutto affinché io e mia sorella stessimo bene ed avessimo la migliore educazione, ma non vedo perché non si riesca a capire che anche due uomini o due donne farebbero di tutto per la loro famiglia ed i loro figli. Cosa hanno da offrire in meno ad eventuali propri figli una coppia di omosessuali rispetto ad una di eterosessuali. Io mi reputo una ragazza con la testa sulle spalle e con un forte livello di responsabilità: se io anziché essere eterosessuale fossi omosessuale e trovassi una compagna con gli stessi principi, cosa avrei in meno della “me” eterosessuale: non sarei sempre in grado di insegnare il rispetto dell’altro, la tolleranza e l’amore verso il prossimo, non potrei offrire amore ed affetto? Mi verrebbe da dire che, se per contrastare questo decreto gli oppositori mettono in risalto un episodio particolare come generalizzazione, allora io prendo come spunto la storia del piccolo Giulio sopra riportata e ce ne sono molte altre. 

In questo periodo, ne ho viste e sentite di tutti i colori. Gli individui che temono la crescita di bambini assieme a coppie dello stesso sesso o l’educazione che essi possono impartire loro. Questi individui vedono gli infanti – nella loro testa – alla mercé di lavaggi del cervello, istigazione alla prostituzione, istigazione all’omosessualità e chi più ne ha più ne metta. Non vi è nessuna prova scientifica che attesti che i bambini vengano “contagiati” dall’omosessualità (come alcuni beoti credono) o che vengano condotti su sentieri oscuri e impervi che portano alla perdizione. Questo è il ritratto che hanno in mente coloro i quali ostacolano questo decreto di legge; non voglio sembrare facilona e qualunquista con le mie parole, lungi da me esserlo, ma questa è la percezione che si ha. Voler instillare la paura di un qualcosa che non esiste, un po’ come quando si propagandava che “i comunisti mangiano i bambini” (QUI un bell’articolo di Stefano Pivato sulla nascita del detto).

Qui si parla di persone che chiedono il rispetto dei propri diritti in qualità di essere umani, di cittadini, e non di etero od omosessuali. Io sono favorevole alle unioni civili.

Il 26 febbraio arriva “Inganno letale”, segnatevi questa data.

Avevamo lasciato la nostra Phoebe Stone con una situazione più grande di lei da affrontare e colpi di scena che ci hanno lasciato letteralmente senza parole. La mia curiosità verso questa trilogia è nata casualmente, cercavo un ebook da leggere e mi sono imbattuta in questo circa un anno fa. Da quel momento in poi è nata una smania. La smania di approfondire sempre di più la storia di questa ragazza dolce, ma dalla scorza dura. Dopo i primi due volumi, intitolati Inganno Globale ed Inganno Fatale (clicca qui, per le recensioni ai due libri), finalmente l’attesa è finita: il 26 febbraio 2016 uscirà la prima parte del terzo volume della Trilogia degli Inganni e sarà intitolato Inganno Letale

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Titolo: Inganno letale
Autore: Brenda Mill
Numero di pagine: 280
Prezzo: 0,99€
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Self-Publishing
Genere: Romantic Suspense

SINOSSI
Inganno letale (La trilogia degli inganni #3)
La realtà ha sempre due facce.”

Il bene e il male, la verità e l’inganno, l’inizio e la fine, stanno per unirsi.
L’amore è un puzzle complesso in cui i nemici che l’ostacolano si incastrano magistralmente.
Lord Black vince. Vince sempre.
Le regole del gioco non esistono, non sono mai esistite.
La sua vita è una fitta rete d’intrighi in cui lui stesso rischia di rimanere imbrigliato. Il capo della confraternita più discussa di Manhattan, infatti, ha rinunciato alla sua maschera con tutti i rischi a cui il gesto lo espone. Kendra Stevenson ha deciso di schierarsi con il partito dalle vittorie sicure. Tutti gli equilibri stanno per essere alterati. Le vite dei membri dell’alta società saranno sconvolte. Phoebe Stone intraprenderà il viaggio più importante di tutti che la legherà a doppio filo a ben quattro vite. Ecco esplodere una vera e propria guerra senza esclusione di colpi per salvare il bene più prezioso di tutti… A quale compromessi si è disposti a scendere per difendere la propria famiglia? E soprattutto quanti chilometri separano Phoebe, Daniel e Dereck dalla verità sulla più spietata confraternita newyorchese? Cosa si nasconde dietro la profezia? E soprattutto chi?
Ai vertici della bene vixit qui bene latuit manovra un losco soggetto che vuole insediarsi sulla poltrona più importante di tutte. Tra cadute e rinascite si combatte sino alla morte, la più infida e spietata dei nemici a cui porre rimedio.

Primo estratto

“Mi tuffo sotto il getto d’acqua bollente e strofino i capelli con tutta l’energia che ho in corpo. Perché Phoebe mi ha lasciato da solo in un momento del genere? Anche io ho dei demoni da combattere. Dio solo sa quanto sto male. È una sensazione strana e allo stesso tempo devastante. So di essere un disastro con le parole, non amo sprecarle. Il mio pensiero, infatti, viene spesso frainteso. Che strano essere emarginato tra gente convinta di comprenderti. Tutta la mia gioventù sta trascorrendo così… Un po’ troppo in fretta per afferrare gli eventi lieti e un po’ troppo tardi per evitarne quegli infausti. E alla fine di tante ricchezze che cosa mi resta?
Il nulla.
Tutto ciò che è materiale non serve alla felicità, l’arricchisce soltanto, la colora.”

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Secondo estratto
“«Lasciami, lasciami!»
«Questa volta no, rassegnati principessa.»
«Vaffanculo Dereck, io non sono una principessa. Vedi un lieto fine scritto da qualche parte? Qualcosa per cui valga la pena sorridere e andare avanti?»
«Adesso no, c’è ben poco da sperare, ma in futuro… E poi è ora di dirti la verità: le principesse non sono mai felici, ecco perché ti chiamo così… » conclude baciandomi la fronte e mettendo in moto l’auto.”

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Non perdete altro tempo, correte ad acquistare il primo ed il secondo volume. La storia di Phoebe Stone non può mancare nella vostra libreria digitale.

CLICCA QUI per visionare il book trailer di Inganno Globale e Fatale.
CLICCA QUI per visionare il book trailer di Inganno Letale.
CLICCA QUI per leggere l’intervista a Brenda Mill, l’autrice della Trilogia degli Inganni.

6×09 No Way Out – Il ritorno di The Walking Dead

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Il nuovo episodio tanto atteso di The Walking Dead è arrivato e non delude le aspettative, si può dire che la pazienza dei fan – lunga più di due mesi – sia stata premiata da questa puntata col botto. Questo è stato un episodio ben dosato, avvincente e commovente allo stesso tempo. Gli spazi dedicati a tutti i membri sono stati distribuiti equamente e ciò ha conferito del ritmo aggiuntivo.

Si può dire che dopo il 6×09, intitolato No Way Out, sia stato fatto ufficialmente il “giro di boa” di questa sesta stagione, ovvero vediamo il gruppo di Rick acquisire nuovi membri, accolti ufficialmente nella famiglia (mi pare che le parole dell’ex sceriffo siano state alquanto eloquenti).

Ricapitoliamo un po’ l’episodio…

Rivediamo gli scagnozzi di Negan – di cui la presentazione ufficiale deve essere ancora fatta, e qualcosa mi dice che ci sarà nella 6×10 – già visti nella 6×08, che affrontano Daryl, Abraham e Sasha. Proprio in questi primi momenti assistiamo al primo colpo di scena: un’esplosione che devasta il gruppo di avversari, facendoli saltare tutti in aria. Daryl compare da dietro il loro furgone con un RPG in spalla dalla canna fumante: nessuno ci mette i bastoni tra le ruote.

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Avevamo, inoltre, lasciato Rick e gli altri, ricoperti dalle viscere dei vaganti, cercare di attraversare la mandria affamata e l’ultima scena della puntata precedente (6×08) ci mostrava un Sam che sussurrava un piagnucolante ed ovattato “mamma”. Questa scena non ha prospettato proprio un futuro roseo per il ragazzino, nella 6×09 vediamo cosa accade in realtà. Mentre il gruppo avanza, Sam, che aveva precedentemente rinunciato a mettersi al sicuro con padre Gabriel e Judith, di punto di bianco si blocca osservando questi zombie ciololanti e claudicanti e ripensa alle parole di Carol, proferite quando fu beccata dal ragazzino a rubare delle pistole dall’armeria. Sam ha sempre avuto nella sua testa l’eco di questa minaccia, simile ad un racconto dell’orrore (ma in questo caso l’orrore è la loro realtà) ed in questo momento tutto si ferma. Sam viene afferrato dai vaganti e divorato nello shock e silenzio degli altri, l’unica ad esprimere con un urlo tutto il suo dolore è la madre, Jessie, divorata anche lei dagli zombie.

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Nel caos dell’azione pensiamo sia finito tutto finito qui, ma vediamo Ron, il figlio maggiore della donna, raccogliere da terra una pistola (caduta nel caos del momento) e con tutto il dolore ed il rancore che ha in corpo la punta verso Rick, è intenzionato ad ucciderlo perché per lui è sua la colpa di quanto successo ad Alexandria. Michonne per difendere l’amico infilza il giovane con la katana. Il colpo dalla pistola esplode lo stesso, ma Rick è salvo. Pronti per rimettersi in cammino, si sente Carl chiamare suo papà, ha l’occhio destro sanguinante: il proiettile ha colpito lui. Inizia la corsa di Rick, con il figlio in braccio, e Michonne per raggiungere l’infermeria.

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Dopo tutti questi eventi adrenalinici ci ricordiamo che Glenn e Maggie non si sono ancora incontrati, la ragazza è ancora bloccata sulla torretta di guardia con gli zombie che la circondano e stanno minacciando la stabilità della struttura: è in pericolo. Il ragazzo deve salvare sua moglie in attesa del loro bimbo. Convince Enid ad arrampicarsi sulla torretta per mettere in salvo la donna, mentre lui fa da esca e si lascia inseguire dagli zombie, mentre cerca di difendersi viene accerchiato e potrei scommettere che tutti noi fan abbiamo pensato ed urlato, con la stessa disperazione di Maggie: “NOOO, NON DI NUOVO!!!”.

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Katelyn Nacon as Enid and Lauren Cohan as Maggie Greene – The Walking Dead _ Season 6, Episode 9 – Photo Credit: Gene Page/AMC

Infatti, fortunatamente, così non è stato: arrivano Abraham e Sasha che dalla recinzione esterna cecchinano perfettamente tutti gli zombie che stavano per assalire l’amico, salvandolo.

Dopo essere intervenuti, l’attenzione si sposta sul resto del gruppo. Denise, messa in salvo da Carol, soccorre Carl ferito all’occhio. Rick è fuori di sé: deve proteggere quel che resta di Alexandria e sfogare la rabbia e la disperazione per quanto successo al figlio. Esce dall’edificio ed è pronto ad affrontare tutti gli zombie, uno ad uno. Il suo coraggio è trascinante e poco alla volta tutti escono ad affrontare la mandria affamata, anche i più pavidi come Eugene o Gabriel, il quale durante l’episodio dice: We’ve been praying, together, praying that God will save our town, and our prayers have been answered. God will save Alexandria because God has given us the courage to save it ourselves!” (“Abbiamo pregato insieme, pregato che Dio salvasse la nostra città, e le nostre preghiere sono state ascoltate. Dio salverà Alexandria perché Dio ci ha dato il coraggio per salvarla noi stessi!”). Tutti insieme dunque provano a salvare quel che resta di Alexandria, Rick ha capito finalmente le parole di Deanna e il motivo per cui lei credeva che fosse possibile vivere lì. Rick ha compreso la forza che il gruppo ha, gli ha visti tutti contribuire per il fine comune della sopravvivenza e della speranza.

Cosa accadrà dopo? Non si sa di preciso. I fan del fumetto sapevano che questo momento sarebbe arrivato e lo stavano aspettando. Il Carl mezzo orbo sta per fare la sua comparsa. Ieri è stata rilasciata un’intervista a Chandler Riggs (Carl) su HuffingtonPostUS in merito a quanto accadrà d’ora in poi. Da adesso in avanti Carl non sarà più lo stesso. Nel fumetto, il suo personaggio subisce una perdita della memoria in seguito allo sparo e la sua personalità diventerà via via più oscura. Il giovane attore afferma di essere eccitato perché, secondo lui, il suo miglior lavoro sarà proprio nella seconda parte di questa sesta stagione. Inoltre, fa presente che aver dovuto recitare con un solo occhio è stato difficile, ma ha sicuramente migliorato le sue doti interpretative. Inoltre, nei prossimi episodi tutto sarà molto diverso e che l’episodio 10 sarà molto interessante e che l’atteso arrivo di Negan renderà tutto spaventoso. Riggs afferma anche che non ci saranno più finte morti nello show (come quella di Glenn), ma ci saranno grandi ed eccitanti momenti che scioccheranno molte persone.

Non so Voi, ma io sono in trepidante attesa di vedere il nuovo Carl, lo sviluppo di questo suo lato oscuro. A presto.

Pretty Little Liars, 6B: cosa ci aspettavamo?

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Ed alla fine sono tornate. Sono stati mesi lunghissimi, ma aver lasciato le liars con uno stacco ben preciso e deciso ha fatto in modo che l’attesa procedesse senza troppa smania. Nonostante ciò, noi fan attendevamo comunque la prima puntata del nuovo Pretty Little Liars con nuove e vecchie questioni a cui dobbiamo trovare delle risposte. Le liars sono ora più mature, più affascinanti, adulte nel vero senso della parola dal momento che i personaggi sono ora quasi coetanei delle stesse attrici grazie a questo salto nel tempo.

Niente di nuovo sotto il sole: ci è stato introdotto il nuovo scenario (seppur siamo nella cara vecchia Rosewood) e le nuove circostanze che hanno portato le ragazze qui. Le ragazze vengono richiamate in città da Alison, la quale chiede loro di testimoniare all’udienza di rilascio di Charlotte in favore della ragazza, dal momento che in questi cinque anni la loro ex-stalker ha fatto dei grandissimi progressi lavorando su stessa. Le ragazze raggiungono Rosewood, ma sono comunque indecise sul da farsi, non vogliono ricadere nel vortice del passato e non vorrebbero ritornare a mentire per Alison: le nostre liars sono rimaste palesemente traumatizzante da quanto successo e non sono tranquille per nulla di poter incontrare un giorno Charlotte che passeggia tranquillamente per le vie della cittadina. Dopo un po’ di tergiversare decidono di fidarsi di Alison: Spencer, Hanna ed Emily ammettono davanti al giudice di non aver più paura di Charlotte, mentre Aria è l’unica – grazie al cielo – a restare fedele ai propri sentimenti. Nonostante le parole di Aria, la decisione del giudice è favorevole: ora Charlotte è libera di andare, è libera di poter tornare da sua sorella Alison, che si prenderà cura di lei. Quella notte però Charlotte scompare, la mattina dopo viene trovato il suo corpo sotto il campanile della Chiesa: suicidio o omicidio? Così si apre la 6b, ovvero la seconda parte della sesta stagione tanto attesa.

Questo nuovo Pretty Little Liars è iniziato oramai da un mese ed ho atteso ben quattro episodi prima di dire la mia su questa nuova strutturazione. Ho aspettato perché volevo capire bene quali fossero i piani degli sceneggiatori (anche se sembra assurdo riuscire a capirlo in così poco tempo…). Ammetto che amo questo telefilm, seppur i suoi alti e bassi mi hanno fatto un po’ girare le scatole, ma è una sorta di amore incondizionato perché adoro le protagoniste e la delineazione dei loro caratteri; nonostante non abbia condiviso la scelta di CeCe/A, me la sono fatta piacere ugualmente analizzando lo show in toto. Questa 6b però non mi sta convincendo: le nostre liars sono sì cresciute, esteticamente ed anagraficamente parlando, ma dal modo in cui agiscono sembrano le solite liceali. Non so se fosse questo l’obiettivo, ma speravo in qualcosa di più incisivo da parte delle nostre ragazze, che sembrano essere annichilite da ciò che accade loro attorno. Abbiamo assistito nei quattro episodi ad alcuni elementi molto similari alla stagione 1: abbiamo un funerale (Ali, Cece), abbiamo Sara nei panni della “vecchia” Jenna, e le ragazze fuori dalla Chiesa alla fine della cerimonia che parlano con il detective di turno. Ora, mi starebbero anche bene questi parallelismi tra in due momenti, ma avrei voluto che le ragazze prendessero in mano la situazione. Non hanno minimamente imparato dai loro errori e continuano a ricadere in quei banali tranelli di sempre, sono state risucchiate nel vortice di un altro misterioso personaggio e vorrei vedere le quattro ragazze più combattive: nelle prime stagioni erano sempre sulla difensiva, avevano paura di A e delle sue minacce e dunque tenevano tutto per sé, temendo ripercussioni; adesso però sarebbe il momento di vedere le nostre quattro amazzoni un po’ all’attacco. Sono quattro ragazze forti, che hanno passato di tutto e di più e dovrebbero essere in grado di disarcionare questa nuova minaccia.

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Speriamo che nei prossimi episodi si scopra qualcosa di nuovo, anche perché nella vita reale le persone cambiano, e lo fanno soprattutto a causa di (o grazie a) ciò che hanno passato. Non basta cambiare outfit, look, fidanzato e città per crescere, quindi vorrei vedere una loro maggiore evoluzione sul lato caratteriale.

SOGLIANO CAVOUR, la Chiesa di San Lorenzo Martire tra storia e restauro

SanLorenzo10Venerdì 18 dicembre alle ore 19, presso la Chiesa Madre, il parroco don Salvatore Gemma presenta il volume “Chiesa di San Lorenzo a Sogliano Cavour. Restauro, Storia e Immagini” alla comunità soglianese.

copertina-2-271x400All’illustrazione dell’opera partecipano il Sindaco dr. Paolo Solito, il dr. Antonio Gabellone, presidente della provincia di Lecce, Mons. Donato Negro Vescovo della Diocesi di Otranto,  il dr. Giovanni Giangreco, della Soprintendenza per i beni architettonici ed artistici di Lecce, e la d.ssa Carmen Mancarella, giornalista. L’importante restauro della Chiesa Matrice di San Lorenzo Martire ha consentito la riscoperta della ricchezza artistica, storica e spirituale custodita nella Sacra Struttura.

I testi e le immagini dell’opera, realizzati con il contributo di diversi autori, riguardano: la fede cristiana del popolo soglianese nei secoli grazie all’ausilio delle visite Pastorali succedutesi dal 1500 sino ai nostri giorni; la ricostruzione storica delle vicende che hanno portato l’architettura della chiesa alla sua forma attuale, accompagnata alle immagini che ne descrivono il passato; i lavori di restauro realizzati, con la  descrizione della tipologia degli interventi effettuati, e l’indagine georadar hanno portato in luce aspetti finora sconosciuti, quale ad esempio la presenza di sei vuoti sotto il pavimento della Chiesa, che confermerebbero la presenza delle antiche fosse di tumulazione della popolazione locale.

L’opera è corredata da un viaggio fotografico nei tesori di Arte Sacra preziosamente custoditi, e uno sguardo è rivolto anche ai fedeli che l’hanno sostenuta e ne hanno curato il valore. Degni di menzione sono anche il lavoro e l’impegno di giovani artisti che hanno restituito bellezza alle antiche opere.

Il coordinamento editoriale è stato realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Lecce-Corso di Grafica Editoria d’Arte diretta dal prof. Nunzio Fiore, il progetto e impaginazione digitale è di Ferruccio Venuti, il volume è stato stampato presso Editrice Salentina di Galatina.