Il 26 febbraio arriva “Inganno letale”, segnatevi questa data.

Avevamo lasciato la nostra Phoebe Stone con una situazione più grande di lei da affrontare e colpi di scena che ci hanno lasciato letteralmente senza parole. La mia curiosità verso questa trilogia è nata casualmente, cercavo un ebook da leggere e mi sono imbattuta in questo circa un anno fa. Da quel momento in poi è nata una smania. La smania di approfondire sempre di più la storia di questa ragazza dolce, ma dalla scorza dura. Dopo i primi due volumi, intitolati Inganno Globale ed Inganno Fatale (clicca qui, per le recensioni ai due libri), finalmente l’attesa è finita: il 26 febbraio 2016 uscirà la prima parte del terzo volume della Trilogia degli Inganni e sarà intitolato Inganno Letale

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Titolo: Inganno letale
Autore: Brenda Mill
Numero di pagine: 280
Prezzo: 0,99€
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Self-Publishing
Genere: Romantic Suspense

SINOSSI
Inganno letale (La trilogia degli inganni #3)
La realtà ha sempre due facce.”

Il bene e il male, la verità e l’inganno, l’inizio e la fine, stanno per unirsi.
L’amore è un puzzle complesso in cui i nemici che l’ostacolano si incastrano magistralmente.
Lord Black vince. Vince sempre.
Le regole del gioco non esistono, non sono mai esistite.
La sua vita è una fitta rete d’intrighi in cui lui stesso rischia di rimanere imbrigliato. Il capo della confraternita più discussa di Manhattan, infatti, ha rinunciato alla sua maschera con tutti i rischi a cui il gesto lo espone. Kendra Stevenson ha deciso di schierarsi con il partito dalle vittorie sicure. Tutti gli equilibri stanno per essere alterati. Le vite dei membri dell’alta società saranno sconvolte. Phoebe Stone intraprenderà il viaggio più importante di tutti che la legherà a doppio filo a ben quattro vite. Ecco esplodere una vera e propria guerra senza esclusione di colpi per salvare il bene più prezioso di tutti… A quale compromessi si è disposti a scendere per difendere la propria famiglia? E soprattutto quanti chilometri separano Phoebe, Daniel e Dereck dalla verità sulla più spietata confraternita newyorchese? Cosa si nasconde dietro la profezia? E soprattutto chi?
Ai vertici della bene vixit qui bene latuit manovra un losco soggetto che vuole insediarsi sulla poltrona più importante di tutte. Tra cadute e rinascite si combatte sino alla morte, la più infida e spietata dei nemici a cui porre rimedio.

Primo estratto

“Mi tuffo sotto il getto d’acqua bollente e strofino i capelli con tutta l’energia che ho in corpo. Perché Phoebe mi ha lasciato da solo in un momento del genere? Anche io ho dei demoni da combattere. Dio solo sa quanto sto male. È una sensazione strana e allo stesso tempo devastante. So di essere un disastro con le parole, non amo sprecarle. Il mio pensiero, infatti, viene spesso frainteso. Che strano essere emarginato tra gente convinta di comprenderti. Tutta la mia gioventù sta trascorrendo così… Un po’ troppo in fretta per afferrare gli eventi lieti e un po’ troppo tardi per evitarne quegli infausti. E alla fine di tante ricchezze che cosa mi resta?
Il nulla.
Tutto ciò che è materiale non serve alla felicità, l’arricchisce soltanto, la colora.”

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Secondo estratto
“«Lasciami, lasciami!»
«Questa volta no, rassegnati principessa.»
«Vaffanculo Dereck, io non sono una principessa. Vedi un lieto fine scritto da qualche parte? Qualcosa per cui valga la pena sorridere e andare avanti?»
«Adesso no, c’è ben poco da sperare, ma in futuro… E poi è ora di dirti la verità: le principesse non sono mai felici, ecco perché ti chiamo così… » conclude baciandomi la fronte e mettendo in moto l’auto.”

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Non perdete altro tempo, correte ad acquistare il primo ed il secondo volume. La storia di Phoebe Stone non può mancare nella vostra libreria digitale.

CLICCA QUI per visionare il book trailer di Inganno Globale e Fatale.
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6×09 No Way Out – Il ritorno di The Walking Dead

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Il nuovo episodio tanto atteso di The Walking Dead è arrivato e non delude le aspettative, si può dire che la pazienza dei fan – lunga più di due mesi – sia stata premiata da questa puntata col botto. Questo è stato un episodio ben dosato, avvincente e commovente allo stesso tempo. Gli spazi dedicati a tutti i membri sono stati distribuiti equamente e ciò ha conferito del ritmo aggiuntivo.

Si può dire che dopo il 6×09, intitolato No Way Out, sia stato fatto ufficialmente il “giro di boa” di questa sesta stagione, ovvero vediamo il gruppo di Rick acquisire nuovi membri, accolti ufficialmente nella famiglia (mi pare che le parole dell’ex sceriffo siano state alquanto eloquenti).

Ricapitoliamo un po’ l’episodio…

Rivediamo gli scagnozzi di Negan – di cui la presentazione ufficiale deve essere ancora fatta, e qualcosa mi dice che ci sarà nella 6×10 – già visti nella 6×08, che affrontano Daryl, Abraham e Sasha. Proprio in questi primi momenti assistiamo al primo colpo di scena: un’esplosione che devasta il gruppo di avversari, facendoli saltare tutti in aria. Daryl compare da dietro il loro furgone con un RPG in spalla dalla canna fumante: nessuno ci mette i bastoni tra le ruote.

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Avevamo, inoltre, lasciato Rick e gli altri, ricoperti dalle viscere dei vaganti, cercare di attraversare la mandria affamata e l’ultima scena della puntata precedente (6×08) ci mostrava un Sam che sussurrava un piagnucolante ed ovattato “mamma”. Questa scena non ha prospettato proprio un futuro roseo per il ragazzino, nella 6×09 vediamo cosa accade in realtà. Mentre il gruppo avanza, Sam, che aveva precedentemente rinunciato a mettersi al sicuro con padre Gabriel e Judith, di punto di bianco si blocca osservando questi zombie ciololanti e claudicanti e ripensa alle parole di Carol, proferite quando fu beccata dal ragazzino a rubare delle pistole dall’armeria. Sam ha sempre avuto nella sua testa l’eco di questa minaccia, simile ad un racconto dell’orrore (ma in questo caso l’orrore è la loro realtà) ed in questo momento tutto si ferma. Sam viene afferrato dai vaganti e divorato nello shock e silenzio degli altri, l’unica ad esprimere con un urlo tutto il suo dolore è la madre, Jessie, divorata anche lei dagli zombie.

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Nel caos dell’azione pensiamo sia finito tutto finito qui, ma vediamo Ron, il figlio maggiore della donna, raccogliere da terra una pistola (caduta nel caos del momento) e con tutto il dolore ed il rancore che ha in corpo la punta verso Rick, è intenzionato ad ucciderlo perché per lui è sua la colpa di quanto successo ad Alexandria. Michonne per difendere l’amico infilza il giovane con la katana. Il colpo dalla pistola esplode lo stesso, ma Rick è salvo. Pronti per rimettersi in cammino, si sente Carl chiamare suo papà, ha l’occhio destro sanguinante: il proiettile ha colpito lui. Inizia la corsa di Rick, con il figlio in braccio, e Michonne per raggiungere l’infermeria.

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Dopo tutti questi eventi adrenalinici ci ricordiamo che Glenn e Maggie non si sono ancora incontrati, la ragazza è ancora bloccata sulla torretta di guardia con gli zombie che la circondano e stanno minacciando la stabilità della struttura: è in pericolo. Il ragazzo deve salvare sua moglie in attesa del loro bimbo. Convince Enid ad arrampicarsi sulla torretta per mettere in salvo la donna, mentre lui fa da esca e si lascia inseguire dagli zombie, mentre cerca di difendersi viene accerchiato e potrei scommettere che tutti noi fan abbiamo pensato ed urlato, con la stessa disperazione di Maggie: “NOOO, NON DI NUOVO!!!”.

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Katelyn Nacon as Enid and Lauren Cohan as Maggie Greene – The Walking Dead _ Season 6, Episode 9 – Photo Credit: Gene Page/AMC

Infatti, fortunatamente, così non è stato: arrivano Abraham e Sasha che dalla recinzione esterna cecchinano perfettamente tutti gli zombie che stavano per assalire l’amico, salvandolo.

Dopo essere intervenuti, l’attenzione si sposta sul resto del gruppo. Denise, messa in salvo da Carol, soccorre Carl ferito all’occhio. Rick è fuori di sé: deve proteggere quel che resta di Alexandria e sfogare la rabbia e la disperazione per quanto successo al figlio. Esce dall’edificio ed è pronto ad affrontare tutti gli zombie, uno ad uno. Il suo coraggio è trascinante e poco alla volta tutti escono ad affrontare la mandria affamata, anche i più pavidi come Eugene o Gabriel, il quale durante l’episodio dice: We’ve been praying, together, praying that God will save our town, and our prayers have been answered. God will save Alexandria because God has given us the courage to save it ourselves!” (“Abbiamo pregato insieme, pregato che Dio salvasse la nostra città, e le nostre preghiere sono state ascoltate. Dio salverà Alexandria perché Dio ci ha dato il coraggio per salvarla noi stessi!”). Tutti insieme dunque provano a salvare quel che resta di Alexandria, Rick ha capito finalmente le parole di Deanna e il motivo per cui lei credeva che fosse possibile vivere lì. Rick ha compreso la forza che il gruppo ha, gli ha visti tutti contribuire per il fine comune della sopravvivenza e della speranza.

Cosa accadrà dopo? Non si sa di preciso. I fan del fumetto sapevano che questo momento sarebbe arrivato e lo stavano aspettando. Il Carl mezzo orbo sta per fare la sua comparsa. Ieri è stata rilasciata un’intervista a Chandler Riggs (Carl) su HuffingtonPostUS in merito a quanto accadrà d’ora in poi. Da adesso in avanti Carl non sarà più lo stesso. Nel fumetto, il suo personaggio subisce una perdita della memoria in seguito allo sparo e la sua personalità diventerà via via più oscura. Il giovane attore afferma di essere eccitato perché, secondo lui, il suo miglior lavoro sarà proprio nella seconda parte di questa sesta stagione. Inoltre, fa presente che aver dovuto recitare con un solo occhio è stato difficile, ma ha sicuramente migliorato le sue doti interpretative. Inoltre, nei prossimi episodi tutto sarà molto diverso e che l’episodio 10 sarà molto interessante e che l’atteso arrivo di Negan renderà tutto spaventoso. Riggs afferma anche che non ci saranno più finte morti nello show (come quella di Glenn), ma ci saranno grandi ed eccitanti momenti che scioccheranno molte persone.

Non so Voi, ma io sono in trepidante attesa di vedere il nuovo Carl, lo sviluppo di questo suo lato oscuro. A presto.

Pretty Little Liars, 6B: cosa ci aspettavamo?

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Ed alla fine sono tornate. Sono stati mesi lunghissimi, ma aver lasciato le liars con uno stacco ben preciso e deciso ha fatto in modo che l’attesa procedesse senza troppa smania. Nonostante ciò, noi fan attendevamo comunque la prima puntata del nuovo Pretty Little Liars con nuove e vecchie questioni a cui dobbiamo trovare delle risposte. Le liars sono ora più mature, più affascinanti, adulte nel vero senso della parola dal momento che i personaggi sono ora quasi coetanei delle stesse attrici grazie a questo salto nel tempo.

Niente di nuovo sotto il sole: ci è stato introdotto il nuovo scenario (seppur siamo nella cara vecchia Rosewood) e le nuove circostanze che hanno portato le ragazze qui. Le ragazze vengono richiamate in città da Alison, la quale chiede loro di testimoniare all’udienza di rilascio di Charlotte in favore della ragazza, dal momento che in questi cinque anni la loro ex-stalker ha fatto dei grandissimi progressi lavorando su stessa. Le ragazze raggiungono Rosewood, ma sono comunque indecise sul da farsi, non vogliono ricadere nel vortice del passato e non vorrebbero ritornare a mentire per Alison: le nostre liars sono rimaste palesemente traumatizzante da quanto successo e non sono tranquille per nulla di poter incontrare un giorno Charlotte che passeggia tranquillamente per le vie della cittadina. Dopo un po’ di tergiversare decidono di fidarsi di Alison: Spencer, Hanna ed Emily ammettono davanti al giudice di non aver più paura di Charlotte, mentre Aria è l’unica – grazie al cielo – a restare fedele ai propri sentimenti. Nonostante le parole di Aria, la decisione del giudice è favorevole: ora Charlotte è libera di andare, è libera di poter tornare da sua sorella Alison, che si prenderà cura di lei. Quella notte però Charlotte scompare, la mattina dopo viene trovato il suo corpo sotto il campanile della Chiesa: suicidio o omicidio? Così si apre la 6b, ovvero la seconda parte della sesta stagione tanto attesa.

Questo nuovo Pretty Little Liars è iniziato oramai da un mese ed ho atteso ben quattro episodi prima di dire la mia su questa nuova strutturazione. Ho aspettato perché volevo capire bene quali fossero i piani degli sceneggiatori (anche se sembra assurdo riuscire a capirlo in così poco tempo…). Ammetto che amo questo telefilm, seppur i suoi alti e bassi mi hanno fatto un po’ girare le scatole, ma è una sorta di amore incondizionato perché adoro le protagoniste e la delineazione dei loro caratteri; nonostante non abbia condiviso la scelta di CeCe/A, me la sono fatta piacere ugualmente analizzando lo show in toto. Questa 6b però non mi sta convincendo: le nostre liars sono sì cresciute, esteticamente ed anagraficamente parlando, ma dal modo in cui agiscono sembrano le solite liceali. Non so se fosse questo l’obiettivo, ma speravo in qualcosa di più incisivo da parte delle nostre ragazze, che sembrano essere annichilite da ciò che accade loro attorno. Abbiamo assistito nei quattro episodi ad alcuni elementi molto similari alla stagione 1: abbiamo un funerale (Ali, Cece), abbiamo Sara nei panni della “vecchia” Jenna, e le ragazze fuori dalla Chiesa alla fine della cerimonia che parlano con il detective di turno. Ora, mi starebbero anche bene questi parallelismi tra in due momenti, ma avrei voluto che le ragazze prendessero in mano la situazione. Non hanno minimamente imparato dai loro errori e continuano a ricadere in quei banali tranelli di sempre, sono state risucchiate nel vortice di un altro misterioso personaggio e vorrei vedere le quattro ragazze più combattive: nelle prime stagioni erano sempre sulla difensiva, avevano paura di A e delle sue minacce e dunque tenevano tutto per sé, temendo ripercussioni; adesso però sarebbe il momento di vedere le nostre quattro amazzoni un po’ all’attacco. Sono quattro ragazze forti, che hanno passato di tutto e di più e dovrebbero essere in grado di disarcionare questa nuova minaccia.

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Speriamo che nei prossimi episodi si scopra qualcosa di nuovo, anche perché nella vita reale le persone cambiano, e lo fanno soprattutto a causa di (o grazie a) ciò che hanno passato. Non basta cambiare outfit, look, fidanzato e città per crescere, quindi vorrei vedere una loro maggiore evoluzione sul lato caratteriale.

SELF PUBLISHING. Intervista con l’autore: BRENDA MILL.

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Parlare di self publishing è ancora piuttosto oscuro alle orecchie dei più. Vuoi perché non se ne parli troppo attraverso i media convenzionali o vuoi perché se ne ignori ancora un po’ l’esistenza, quando parlo di auto pubblicazione con altre persone, queste storcono il naso, non riuscendo però ad inquadrare la positività della questione in generale.

In un suo articolo su Wired.it, Alberto Grandi stila un elenco di ben dieci punti, elencando i motivi secondo cui il self publishing in pochi anni diventerà possessore di ben il 50% del mercato editoriale digitale. Le mie opinioni sono complessivamente simili a quelle citate nell’articolo e, dal momento che Internet è in grado oggi di fornire un’indipendenza intellettuale ed economica a molti, perché questo non dovrebbe accadere anche nel ramo dell’editoria?

Molto successo, nel campo dell’auto pubblicazione, stanno riscuotendo i romanzi di Brenda Mill, giovane autrice italiana, nelle cui vene scorre anche sangue a stelle e strisce, ovvero Inganno Globale ed Inganno Fatale, dei quali vi avevo parlato quiDella stessa autrice è ora disponibile anche una raccolta di poesie su problematiche esistenziali, sulla violenza sulle donne e la sofferenza che ne deriva, dal titolo Anesthesia, uscito il 25 novembre, in concomitanza alla giornata nazionale contro la violenza sulle donne. 

Brenda Mill ci ha rilasciato un’intervista.

Ciao Brenda, puoi farci una breve presentazione di te?

Ciao Carla. Allora che cosa dire? Con i convenevoli sono un vero e proprio disastro. Preferisco andare dritta al sodo con i miei romanzi. Chi sono? Una ragazza come molte altre al mondo che adora scrivere. Nella vita mi sono occupata di mille lavori, tutti prevalentemente come hostess per manifestazioni fieristiche ed eventi, tralasciando per anni il mestiere per cui ho studiato, il giornalismo.

Come ti sei avvicinata alla scrittura? Quali le tue ispirazioni?

La realtà? È nato tutto un po’ per gioco e un po’ per caso. Due anni fa lavoravo come articolista per un giornare, sinchè una mia collega di lavoro mi disse: “visto che sei così brava perchè non scrivi qualcosa di tuo”. Qual è stata la mia reazione sulle prime? Le sono scoppiata a ridere in faccia. Poi sono passata a: c’è una bella differenza tra creare un articolo di cronoca o di attaluità e un romanzo. Infine sono giuta alla conclusione: perchè no? Magari mi diverto a scrivere tutto ciò che i vincoli giornalistici intrappolano per questioni editoriali. La mia divinità assoluta è Orianna Fallaci. Una donna con le p. (scusa la classe, ma come sai dico sempre quello che penso) Purtroppo ci ha lasciati un po’ troppo presto, almeno per me. Avrei continuato a saggiarmi volentieri del suo spirito critico. Chi scrive senza paura ha la mia massima ammirazione.

Quando attendevi che i tuo libri fossero pronti per essere acquistati su Amazon, qual era il tuo stato d’animo?

Mi sentivo un po’ come una donna in sala parto (anche se ancora non ho avuto la gioia di avere un figlio).  Già sapevo che non sarei salita in top cento, o almeno che non ci sarei rimasta a lungo. Non ho abbastanza conoscenze e un nome “conosciuto”  per raggiungere i vertici alla prima pubblicazione. Quindi sono andata avanti un po’ disillusa, con la piccola speranza di raggiungere un pubblico di nicchia a cui piaccia il romance suspance, un genere poco diffuso in Italia. I risultati sono stati abbastanza buoni visto che conto quasi venti recensioni a 5 stelle, ma dal canto mio continuo a lavorare sodo per ottenere molto di più e farmi conoscere anche in contesti nuovi e inesplorati.

Come è nata nella tua testa Phoebe Stone? Quanto c’è di te in lei?

Non ho avuto ispirazioni di sorta nel scrivere il romanzo o definire i protagonisti. Nel mio cervello è scattato tutto molto naturalmente. Phoebe per me è un mito.  A dirla tutta la mia esperienza come articolista specializzata nel lusso mi ha aiutata notevolmente nel raccontare la storia di una giovane ereditiera americana. Determinati ambienti e i loro lati oscuri hanno sempre avuto un fascino imprescindibile e  misterioso per me. Mi fermo qui prima di scrivere un altro romanzo, ahahah. Phoebe è una sorta di mio alter ego. Ci assomigliamo nel modo di ragionare, anche io sono molto pratica e testarda: una sorta di terremoto, lo sono sempre stata fin da bambina. Anche un poco conformista e in questo io e l’ereditiera della famiglia Stone siamo “quasi” gemelle. Ma a dirla tutta (che rimanga tra noi, ahahah), c’è anche un po’ di Kendra in me, e questo lato mi inquieta da un lato e diverte dall’altro.

Già dalla pubblicazione di Over The White Door (la prima versione di Inganno Globale), sei stata molto attiva sui social network: come hai vissuto l’attesa alle reazioni delle lettrici?

Sì, per farsi conoscere bisogna girare blog in lungo e in largo.  Essere attivi giorno e notte, rispondere ed essere pronti alle critiche. Sapevo che non tutte avrebbero amato la mia storia e che alla fine dei conti non avrebbe avuto una diffusione rapidissima, visto che le scene sensuali sono davvero poche. Non c’è eros sufficiente, almeno nel primo, per fare del libro un fenomeno del passaparola. Ho avuto comunque dei riscontri positivissimi dalla maggioranza di persone che hanno letto i miei romanzi. Qualcuna ha detto che non ho trasmesso sensazioni con questa storia, nel primo capitolo. Cosa ho fatto? Ho rincarato la dose ed esasperato la storia, intrecciandola così tanto da lasciare tutti con un milione di punti interrogativi. Per quanto riguarda le critiche ne arriveranno ancora, prenderò il tutto con massima filosofia, ormai ho compreso le regole del “gioco”.

Qual è stato il tuo percorso da self publisher? E’ stata la tua prima scelta?

No, in realtà ho optato per un milione di strade. Come sappiamo, questo è un mondo in cui gli autori esordienti sono disposti a condire i loro romanzi con tutte le salse. Ho mandato i miei manoscritti a molte case editrici che sicuramente li avranno cestinati ancor prima di leggerne la sinossi. Sono un po’ scettica? Crudelmente realistica? Non mi ritengo un’autrice a cinque stelle, ne ho moltissima di strada da fare, ma è giusto dire che ci vuole gavetta. Perché, se non si hanno le conoscenze giuste in ambito editoriale,  si corre il rischio di scrivere mattoni per anni che non raggiungeranno nemmeno dieci copie vendute. A dirla tutta, sono stata contattata sia da una grossa agenzia letteraria che da grossa casa editrice straniera, ma non sono riuscita  stare dietro né ai tempi dell’editing, né alle loro richieste. Purtroppo ho un lavoro che non mi permette di dedicarmi alla scrittura come vorrei…

La tua famiglia ha letto i tuoi manoscritti? Quali sono state le reazioni? Che ruolo ha avuto la tua famiglia nel perseguimento del tuo sogno di scrittrice?

Mia madre è una delle mie più grandi sostenitrici. Non ti nego che molto spesso, mentre pranziamo, mi ritrovo a parlare con lei delle treme dei miei romanzi. Il tempo trascorre così in fretta nel farlo che si fa quasi ora di cena. Mio padre, invece,  si vanta  di me con tutti i suoi colleghi a lavaro. Non sono  sicura che abbia capito di cosa  trattino realmente i miei romanzi, visto che gli uomini sono sempre molto distratti, ma mi sorprendo a vederlo così entusiasta. Certo, il più oppresso dalle vicissitudini di Phoebe Stone è il mio ragazzo, che non fa altro che sorbirsi le mie paranoie. Ha letto persino il primo volume e ha detto: questa ragazza si lamenta di tutto, è proprio come te che sei costantemente insoddisfatta. Sto ancora morendo dal ridere…

Cosa dovremo aspettarci dal terzo volume? Qualche anticipazione?

In Inganno letale (in uscita nei primi mesi del 2016, ndr) scoppierà una vera e propria bomba sulla vita di Phoebe, la nostra protagonista una volta raggiunta la felicità se la vedrà portar via in un battito di chiglia. Tutte le carte verranno messe in tavola per una battaglia tra potenti senza esclusioni di colpi. Ci sarà un tira e molla con Maddox , i due  faranno acqua da tutte le parti. Come  dico sempre… ognuno si rivelerà per quel che è nel bene e nel male. Posso solo anticiparti che Daniel Green ci strapperà il cuore per gettarlo nel profondo oceano della disperazione.

Quali altri progetti sono in attivo? Qualche altra storia in cantiere?

Di storie nel cantiere ne ho a bizzeffe. Alcune meno impegnative della trilogia degli inganni, ma comunque interessanti. Purtoppo è il tempo che mi manca. Ho un progetto piuttosto ambizioso di un romanzo che mescola suspense, intrighi e un po’ di eros, ma non posso dire di più.

Per concludere, dopo tutto ciò che ha passato, per Phoebe ci potrà essere il lieto fine?

Happy end, dici? Mmm… per alcuni versi sì, per altri no. Diciamo che come avete potuto notare non chiudo mai definitivamente le porte dei miei romanzi. Mi sono così tanto affezionata a Phoebe Stone e alla confraternita che non vedrei male un seguito proiettato nel futuro. Adoro i punti interrogativi; le virgole e i punti fermi, invece, mi hanno sempre annoiata da morire.

Un enorme in bocca al lupo a questa giovane autrice.

Il self publishing di alto livello. “LA TRILOGIA DEGLI INGANNI” – Brenda Mill, vol 1 e 2.

Nel panorama del self publishing del libro digitale si fanno spazio tantissimi nuovi scrittori e scrittrici con un sogno nel cassetto pronto per essere palesato al mondo. L’autopubblicazione ha permesso agli scrittori emergenti di fare capolino del mondo della letteratura contemporanea con più semplicità rispetto agli anni precedenti ed ha permesso, a noi lettori, di scegliere autonomamente i prodotti a noi più consoni senza filtri.

Non sono più le case editrici i boia delle speranze, ma è un rapporto che lega direttamente produttore e consumatore, eliminando il mediatore che sceglie e porta alla pubblicazione. Certo, ad alcuni può sembrare meno conveniente, ma aver la possibilità di acquistare – ad un prezzo per niente esoso tra l’altro – un libro digitale di qualsiasi tipo raggiunge una capillarità maggiore: basta solo un po’ di pazienza e promozione sui social network.

Comunque, non sono qui per parlarvi del self publishing in generale, ma per esporvi un caso in particolare: ovvero quello della promettente scrittrice del leccese Brenda Mill, nelle cui vene scorre non solo sangue salentino, ma anche a stelle e strisce. Questa sua origine d’oltreoceano e il suo amore per le serie tv americane ha fatto crescere in lei la passione per la città che non dorme mai: New York City. Tanto innamorata da renderla protagonista, assieme alla bellissima e testarda Phoebe Stone, della sua trilogia d’esordio La Trilogia degli Inganni (di cui sono stati pubblicati i primi due volumi).

Questa trilogia si compone di tre volumi, i cui titoli sono: #1 Inganno Globale, #2 Inganno Fatale, #3 Inganno LetaleI primi due volumi sono stati pubblicati il 12 ottobre 2015, ma andiamo con ordine.

INGANNO GLOBALE (clicca sul titolo ed acquista)

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SINOSSI – Manhattan, Ottobre 2014. Phoebe Stone è l’unica figlia di Richard e Samantha, magnati delle omonime industrie di limousine. Tutta la sua vita è scandita dalle ore passate a leggere novelle e studiare col suo migliore amico Daniel Green: pittore e ritrattista molto famoso grazie all’importanza del nome del padre Don, armatore e capo della Green Yacht & Co. Un mondo di perfette apparenze che nemmeno con la più fervida immaginazione si potrebbero palesare. Tutti a Manhattan si celano dietro blazer sartoriali e abiti griffati. Phoebe, invece, è semplice, incredibilmente e follemente normale, tenera e sognatrice, sino al giorno in cui… Una porta che si apre, che sbatte e fa male. Distrugge l’ anima e il corpo con un’ amara verità: la vita non è così perfetta come si crede. Un vorticoso turbinio di emozioni che la vedrà protagonista di un viaggio tormentato tra la gente che da sempre odiava. L’alleanza con la sua peggior nemica Kendra, che ha passato anni a deriderla insieme alle altre compagne di college. La trasformazione in una bellissima e dannata donna di cui nessuno conosce le conseguenze. Un cambio di look radicale e frequentazioni che la rendono simile alle persone che da sempre odiava per superficialità e ambizione. Una società scandalizzata e una famiglia distrutta alle fondamenta, sino all’ennesima devastante esperienza.

INGANNO FATALE (clicca sul titolo ed acquista)

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SINOSSI – Manhattan, Gennaio 2015. Phoebe Stone è tornata e brama vendetta. Ha esattamente ottantadue motivi per desiderarla: tanti quanti i minuti che le hanno devastato la vita. Lord Black, invece, si muove nell’ombra, come una pericolosa ameba pronta a stritolare la preda a tempo debito. Qual è la verità sulla confraternita più annoiata e perversa di Manhattan? Chi e perché ha abusato della piccola, e non più tanto ingenua ereditiera della famiglia Stone?
Per sbrogliare il bandolo di questa complessa matassa non resta che una scelta, l’ unica possibile: firmare un’ alleanza con il nemico, un patto che duri per sempre. Mentre i giochi perversi crescono e gli intrighi di potere si moltiplicano, l’ alta società si sta per riempire di nuove presenze. Phoebe Stone, infatti, dovrà districarsi tra un fratellastro borioso e una ballerina tutt’altro che aggraziata. Con un solo e pericoloso obiettivo: giungere al cuore dell’uomo che ama, ammesso e non concesso che lui ne possegga uno. Tra equilibri vecchi e nuovi, qualcuno perderà la vita, altri ne acquisteranno una nuova. Per scoprire che nulla è come sembra. Le luci di Manhattan si spegneranno, le maschere finalmente cadranno, per svelare il re dei dilemmi: Chi è Lord Black?

Mi sono imbattuta nella storia di Phoebe nei primi mesi del 2015, quando il libro fu pubblicato con il titolo Over The White Door e l’autrice utilizzò lo pseudonimo di Christine Hegel. Fin dalla prima lettura fu amore a prima vista, di quegli amori che ti riempiono il cuore e l’anima, quell’amore che ti coglie all’improvviso e non può fare a meno di sopraffarti, che ti permette di divorare pagina dopo pagina un libro così intenso. Il 12 ottobre 2015 il primo volume è stato ripubblicato con il titolo di Inganno Globale, seguito dalla seconda parte: Inganno Fatale

Nel primo libro conosciamo la giovane e bella Phoebe Stone, una ragazza di diciassette anni, nata e cresciuta nella ricchezza che Manhattan ha da offrire, grazie alla sua multimiliardaria famiglia proprietaria delle Stone Industries. Nonostante il lusso e la superficialità regnino nei giovani rampolli newyorkesi, Phoebe sembra appartenere ad un altro mondo: dolce, sensibile, acqua e sapone e amante della lettura e del bello. Questa sua diversità la fa sentire un pesce fuor d’acqua, ma lei va fiera di questa sua individualità.

La marcata sensibilità di cui Phoebe gode la fa però cadere in trappola: nelle reti di squali famelici e senza cuore. Vediamo questa dolce ragazza, a cui fino a pochi giorni prima tremavano le gambe per una cottarella, scaraventata nel mondo degli adulti: da adolescente a donna senza che fosse stata nemmeno lei a volerlo. Chi può odiarla così tanto?

Sempre nel primo libro vediamo la trasformazione di Phoebe in colei a cui mai e poi mai avrebbe pensato, Kendra, compagna di scuola e suo incubo, regina della supreficialità. Lo scopo di Phoebe è, da quel momento in poi, la vendetta: anche a costo di ferire le persone che le vogliono bene; tutto è messo in secondo piano perché vuole scoprire chi le ha lasciato quelle cicatrici che probabilmente non guariranno mai. Quando sembra di poter vivere un momento tranquillo con quello che sembra l’amore della sua vita, una verità le si palesa nel silenzio del primo mattino. Chi è Daniel Green?

Nel secondo volume, vediamo la crociata di Phoebe continuare con piede deciso e minaccioso. La nostra cara ragazza vivrà delle situazioni che la metteranno alle strette: sarà pronta ad allearsi con il nemico per poi cercare di distruggerlo dal suo interno. Ci saranno delle perdite e dei nuovi arrivi in questa seconda parte, ma tutto è messo al punto giusto ed al momento giusto.

Se il primo libro ci aveva lasciato con un grosso punto interrogativo, il secondo ci fornisce le risposte di cui avevamo bisogno, ma ci lascia con altrettanti quesiti che troveranno risposta a marzo 2016, data prevista per l’uscita del terzo volume.

Ho adorato questi due libri: sono scritti con un’intensità pazzesca. E’ così emozionante e vibrante da non poter mancare nella propria libreria digitale. E’ una storia che leggi tutto d’un fiato, anche più e più volte, perché ti affezioni a Phoebe; le si vuole tanto bene quanto, a volte, ti fa arrabbiare. Ma come si possono criticare le scelte di una ragazza, a cui cade il mondo addosso? Una ragazza che scopre che tutta la sua vita è stata costruita su menzogne ed omissioni? Un immenso castello di sabbia multimiliardario, che mai e poi mai potrà sostituire i sentimenti più puri come l’amore, l’affetto e l’onesta.

Ragazzi, io sono in fervente attesa per l’episodio conclusivo della trilogia. Ho tanti punti di domanda che mi divorano. Vi assicuro che non potete perderlo!!! 

Inoltre, cliccando QUI si può partecipare all’estrazione di una copia cartacea di Inganno Globale, il primo libro della trilogia: leggete le modalità di partecipazione ed affrettatevi!

THE BODY by Stephen King

the body SKCasualmente mi sono imbattuta nel racconto The Body firmato Stephen King. Il 1982 è l’anno di pubblicazione ed è incluso nell’antologia Stagioni Diverse, dove vi è un racconto in riferimento ad ogni stagione: questo racconto rappresenta l’autunno. Mentre lo leggevo, approfondendo l’argomento come spesso accade, ho scoperto che da qui è stato tratto l’adattamento cinematografico Stand by me – Ricordo di un’estate di Rob Reiner, di cui ho presto colmato la mia lacuna guardandolo: eh sì, mi mancava!

Siamo alla fine degli anni 50, quattro dodicenni vivono in paese del Maine. I quattro ragazzi, dopo aver saputo di un corpo rinvenuto vicino alle rotaie (ma di cui ancora nessuno sa nulla), decidono di mettersi in cammino per vederlo. Il corpo è di un loro coetaneo scomparso tempo prima, andato in cerca di mirtilli e mai più tornato. I ragazzi in questo cammino parlano delle loro paure e dei loro dubbi sulla vita.

Qui di seguito alcune citazioni dal racconto:

And as I thought about the body of Ray Brower, I didn’t feel frightened and wonder whether he would suddenly appear as a ghost. Unexpectedly I felt pity for him, lying so alone in the dark. If something wanted to eat him, it would. His mother wasn’t here to stop it and neither his father, nor any of his friends, nor Jesus Christ. He was dead and he was all alone, and I realized that if I didn’t stop thinking about it I was going to cry.

He was knocked clean out of his shoes. The train had knocked him out of his shoes just as it had knocked the life out of his body. That was finally made me realize that the guy was dead. He wasn’t ill, he wasn’t sleeping. He wasn’t going to get up in the morning any more, or eat too many apples, or worry about school exams. He was dead, completely dead. He wasn’t going to go out with his friends in the spring to collect bottles uncovered by the departing snow. He wasn’t going to get into fight in the playground. He wasn’t going to pull a single girl’s hair. He was everything like wasn’t, can’t, don’t, shouldn’t, wouldn’t, couldn’t. He was one big not. He was dead. I could go on all day and not explain the distance between his bare feet on the ground and his dirty shoes hanging on the bush. It was about three feet, it was millions and millions of miles. He was disconnected from his shoes, and there was no hope of reconnection. He was dead.

Love isn’t soft, like those poets say. Love has teeth which bite and the wounds never close. No word can close those love-bites.

Questo racconto è molto toccante. Ho sempre amato libri o storie con protagonisti bambini e ragazzini, perché dietro di essi gli scrittori riescono a ritrovare un po’ dell’innocenza nascosta nel loro cuore e a trasmettere con semplicità emozioni forti. I bambini colpiscono per la loro schiettezza e semplicità e non lo fanno sapendo ciò che fanno: agiscono. Gli scrittori che raccontano di ragazzi lo fanno riuscendo a far cadere quelle sovrastrutture che la vita, il lavoro, le responsabilità ti fa indossare e vivere, lasciando emergere solo l’anima pura, far sbocciare il nocciolo che è dentro di noi. Quindi, non posso fare altro se non consigliarlo.