SELF PUBLISHING. Intervista con l’autore: BRENDA MILL.

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Parlare di self publishing è ancora piuttosto oscuro alle orecchie dei più. Vuoi perché non se ne parli troppo attraverso i media convenzionali o vuoi perché se ne ignori ancora un po’ l’esistenza, quando parlo di auto pubblicazione con altre persone, queste storcono il naso, non riuscendo però ad inquadrare la positività della questione in generale.

In un suo articolo su Wired.it, Alberto Grandi stila un elenco di ben dieci punti, elencando i motivi secondo cui il self publishing in pochi anni diventerà possessore di ben il 50% del mercato editoriale digitale. Le mie opinioni sono complessivamente simili a quelle citate nell’articolo e, dal momento che Internet è in grado oggi di fornire un’indipendenza intellettuale ed economica a molti, perché questo non dovrebbe accadere anche nel ramo dell’editoria?

Molto successo, nel campo dell’auto pubblicazione, stanno riscuotendo i romanzi di Brenda Mill, giovane autrice italiana, nelle cui vene scorre anche sangue a stelle e strisce, ovvero Inganno Globale ed Inganno Fatale, dei quali vi avevo parlato quiDella stessa autrice è ora disponibile anche una raccolta di poesie su problematiche esistenziali, sulla violenza sulle donne e la sofferenza che ne deriva, dal titolo Anesthesia, uscito il 25 novembre, in concomitanza alla giornata nazionale contro la violenza sulle donne. 

Brenda Mill ci ha rilasciato un’intervista.

Ciao Brenda, puoi farci una breve presentazione di te?

Ciao Carla. Allora che cosa dire? Con i convenevoli sono un vero e proprio disastro. Preferisco andare dritta al sodo con i miei romanzi. Chi sono? Una ragazza come molte altre al mondo che adora scrivere. Nella vita mi sono occupata di mille lavori, tutti prevalentemente come hostess per manifestazioni fieristiche ed eventi, tralasciando per anni il mestiere per cui ho studiato, il giornalismo.

Come ti sei avvicinata alla scrittura? Quali le tue ispirazioni?

La realtà? È nato tutto un po’ per gioco e un po’ per caso. Due anni fa lavoravo come articolista per un giornare, sinchè una mia collega di lavoro mi disse: “visto che sei così brava perchè non scrivi qualcosa di tuo”. Qual è stata la mia reazione sulle prime? Le sono scoppiata a ridere in faccia. Poi sono passata a: c’è una bella differenza tra creare un articolo di cronoca o di attaluità e un romanzo. Infine sono giuta alla conclusione: perchè no? Magari mi diverto a scrivere tutto ciò che i vincoli giornalistici intrappolano per questioni editoriali. La mia divinità assoluta è Orianna Fallaci. Una donna con le p. (scusa la classe, ma come sai dico sempre quello che penso) Purtroppo ci ha lasciati un po’ troppo presto, almeno per me. Avrei continuato a saggiarmi volentieri del suo spirito critico. Chi scrive senza paura ha la mia massima ammirazione.

Quando attendevi che i tuo libri fossero pronti per essere acquistati su Amazon, qual era il tuo stato d’animo?

Mi sentivo un po’ come una donna in sala parto (anche se ancora non ho avuto la gioia di avere un figlio).  Già sapevo che non sarei salita in top cento, o almeno che non ci sarei rimasta a lungo. Non ho abbastanza conoscenze e un nome “conosciuto”  per raggiungere i vertici alla prima pubblicazione. Quindi sono andata avanti un po’ disillusa, con la piccola speranza di raggiungere un pubblico di nicchia a cui piaccia il romance suspance, un genere poco diffuso in Italia. I risultati sono stati abbastanza buoni visto che conto quasi venti recensioni a 5 stelle, ma dal canto mio continuo a lavorare sodo per ottenere molto di più e farmi conoscere anche in contesti nuovi e inesplorati.

Come è nata nella tua testa Phoebe Stone? Quanto c’è di te in lei?

Non ho avuto ispirazioni di sorta nel scrivere il romanzo o definire i protagonisti. Nel mio cervello è scattato tutto molto naturalmente. Phoebe per me è un mito.  A dirla tutta la mia esperienza come articolista specializzata nel lusso mi ha aiutata notevolmente nel raccontare la storia di una giovane ereditiera americana. Determinati ambienti e i loro lati oscuri hanno sempre avuto un fascino imprescindibile e  misterioso per me. Mi fermo qui prima di scrivere un altro romanzo, ahahah. Phoebe è una sorta di mio alter ego. Ci assomigliamo nel modo di ragionare, anche io sono molto pratica e testarda: una sorta di terremoto, lo sono sempre stata fin da bambina. Anche un poco conformista e in questo io e l’ereditiera della famiglia Stone siamo “quasi” gemelle. Ma a dirla tutta (che rimanga tra noi, ahahah), c’è anche un po’ di Kendra in me, e questo lato mi inquieta da un lato e diverte dall’altro.

Già dalla pubblicazione di Over The White Door (la prima versione di Inganno Globale), sei stata molto attiva sui social network: come hai vissuto l’attesa alle reazioni delle lettrici?

Sì, per farsi conoscere bisogna girare blog in lungo e in largo.  Essere attivi giorno e notte, rispondere ed essere pronti alle critiche. Sapevo che non tutte avrebbero amato la mia storia e che alla fine dei conti non avrebbe avuto una diffusione rapidissima, visto che le scene sensuali sono davvero poche. Non c’è eros sufficiente, almeno nel primo, per fare del libro un fenomeno del passaparola. Ho avuto comunque dei riscontri positivissimi dalla maggioranza di persone che hanno letto i miei romanzi. Qualcuna ha detto che non ho trasmesso sensazioni con questa storia, nel primo capitolo. Cosa ho fatto? Ho rincarato la dose ed esasperato la storia, intrecciandola così tanto da lasciare tutti con un milione di punti interrogativi. Per quanto riguarda le critiche ne arriveranno ancora, prenderò il tutto con massima filosofia, ormai ho compreso le regole del “gioco”.

Qual è stato il tuo percorso da self publisher? E’ stata la tua prima scelta?

No, in realtà ho optato per un milione di strade. Come sappiamo, questo è un mondo in cui gli autori esordienti sono disposti a condire i loro romanzi con tutte le salse. Ho mandato i miei manoscritti a molte case editrici che sicuramente li avranno cestinati ancor prima di leggerne la sinossi. Sono un po’ scettica? Crudelmente realistica? Non mi ritengo un’autrice a cinque stelle, ne ho moltissima di strada da fare, ma è giusto dire che ci vuole gavetta. Perché, se non si hanno le conoscenze giuste in ambito editoriale,  si corre il rischio di scrivere mattoni per anni che non raggiungeranno nemmeno dieci copie vendute. A dirla tutta, sono stata contattata sia da una grossa agenzia letteraria che da grossa casa editrice straniera, ma non sono riuscita  stare dietro né ai tempi dell’editing, né alle loro richieste. Purtroppo ho un lavoro che non mi permette di dedicarmi alla scrittura come vorrei…

La tua famiglia ha letto i tuoi manoscritti? Quali sono state le reazioni? Che ruolo ha avuto la tua famiglia nel perseguimento del tuo sogno di scrittrice?

Mia madre è una delle mie più grandi sostenitrici. Non ti nego che molto spesso, mentre pranziamo, mi ritrovo a parlare con lei delle treme dei miei romanzi. Il tempo trascorre così in fretta nel farlo che si fa quasi ora di cena. Mio padre, invece,  si vanta  di me con tutti i suoi colleghi a lavaro. Non sono  sicura che abbia capito di cosa  trattino realmente i miei romanzi, visto che gli uomini sono sempre molto distratti, ma mi sorprendo a vederlo così entusiasta. Certo, il più oppresso dalle vicissitudini di Phoebe Stone è il mio ragazzo, che non fa altro che sorbirsi le mie paranoie. Ha letto persino il primo volume e ha detto: questa ragazza si lamenta di tutto, è proprio come te che sei costantemente insoddisfatta. Sto ancora morendo dal ridere…

Cosa dovremo aspettarci dal terzo volume? Qualche anticipazione?

In Inganno letale (in uscita nei primi mesi del 2016, ndr) scoppierà una vera e propria bomba sulla vita di Phoebe, la nostra protagonista una volta raggiunta la felicità se la vedrà portar via in un battito di chiglia. Tutte le carte verranno messe in tavola per una battaglia tra potenti senza esclusioni di colpi. Ci sarà un tira e molla con Maddox , i due  faranno acqua da tutte le parti. Come  dico sempre… ognuno si rivelerà per quel che è nel bene e nel male. Posso solo anticiparti che Daniel Green ci strapperà il cuore per gettarlo nel profondo oceano della disperazione.

Quali altri progetti sono in attivo? Qualche altra storia in cantiere?

Di storie nel cantiere ne ho a bizzeffe. Alcune meno impegnative della trilogia degli inganni, ma comunque interessanti. Purtoppo è il tempo che mi manca. Ho un progetto piuttosto ambizioso di un romanzo che mescola suspense, intrighi e un po’ di eros, ma non posso dire di più.

Per concludere, dopo tutto ciò che ha passato, per Phoebe ci potrà essere il lieto fine?

Happy end, dici? Mmm… per alcuni versi sì, per altri no. Diciamo che come avete potuto notare non chiudo mai definitivamente le porte dei miei romanzi. Mi sono così tanto affezionata a Phoebe Stone e alla confraternita che non vedrei male un seguito proiettato nel futuro. Adoro i punti interrogativi; le virgole e i punti fermi, invece, mi hanno sempre annoiata da morire.

Un enorme in bocca al lupo a questa giovane autrice.

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