CHAINSAW 1X03 SCREAM QUEENS – TEORIE E SOSPETTATI

Sembrava che la grottesca serie Scream Queens non avesse fatto breccia nei cuori degli spettatori in base agli ascolti ricevuti. Nell’arco di breve tempo, il tutto è stato smentito poiché la piattoforma di maggior uso e diffusione tra i giovani, ovvero lo streaming in ogni sua forma, aveva raggiunto degli altissimi punti. Quindi, l’allarme che preannunciava una possibile cancellazione pare per il momento essersi eclissato.

Ieri sera è andato in onda il terzo episodio della serie, intitolato Chainsaw, già disponibile da noi in streaming e sottotitolato (qui l’episodio).

Chi sono i sospettati di questo terzo episodio? — SPOILER —

Nella 1×03 succedono molte cose, tutte tinte del rosso sangue a spruzzo dei film splatter. Vediamo Wes, il padre di Grace, iniziare a lavorare presso la Wallace University come docente, per cercare di stare il più vicino possibile alla figlia e per proteggerla. Troviamo la Rettrice Munsch essere gelosa del rapporto tra Gigi e Wes, tanto da idealizzare una quanto mai irreale relazione tra lei e il nuovo professore. Le sorelle della casa cercano Chanel#2 di cui, nell’episodio precedente scomparve il cadavere, e raggiungono la sua casa a Bel Air, dove scopriamo che Charisma Carpenter (Cordelia in Buffy The Vampyre Slayer) e Roger Bart (Leo ‘Mason’ Treadwell in Revenge) sono i genitori della ragazza. La confraternita di Chad Radwell decide di fare una ronda per le strade del campus, urlando il nome Red Devil sperando che si sarebbe fatto vedere: lo fa, ma ce ne sono due. Intanto Grace e Pete vanno alla ricerca della persona a cui corrisponde un unico nome correlato al tragico episodio di 20 anni prima.

Chi è dunque Red Devil?

Il mio sospetto ricade ancora sul padre di Grace, nonché nuovo docente, Wes. Oltre agli indizi precedentemente elencati in un post, in questo episodio vediamo Wes Gardner (Oliver Hudson) comparire come docente di Cinematografia, il quale nel suo primo giorno di lezione mostra agli studenti quello che lui considera “il più grande film di tutti i tempi”, ovvero Non aprite quella porta (Ma dai scherziamo?? Si vede proprio che insegni letteratura in realtà!), in riferimento all’assassino che uccideva con una motosega – come Red Devil. Inoltre, al termine della lezione, parlando con Gigi, afferma che tutti hanno vissuto dei traumi in passato e tra le soluzioni c’è quella di poter trasformare tutto il dolore e la sofferenza in rabbia da riversare nel mondo. Nelle ultime scene dell’episodio vediamo però che Gigi viene attaccata all’interno della KKTau-se. In quel momento Wes è fuori nella sua auto, quest’ultimo, sentendo delle urla, entra per soccorrere la donna. Al termine della scena, che non porta con sé morti grottesche, vediamo Wes incolpare la rettrice, che era rimasta fuori dal contesto, seppur sempre nella casa. Dunque, secondo me, ci sono due Red Devil: uno di questi è Wes (l’altro non so ancora), il quale cerca di far ricadere la colpa sulla preside per tenerla alla larga dai suoi piani, poiché quest’ultima si era rivelata essere un po’ troppo appiccicosa nei suoi confronti. Magari anche lei, in realtà sospetta di lui, in quanto ex studente nel 1995, in fondo lei era rettrice anche quella volta.

Questo per ora il mio maggiore sospettato, senza contare che il suo nome è Wes – in onore di uno dei re dell’horror, recentemente scomparso.

Appare però strano un altro personaggio, ovvero Chanel#3, la quale chiede alla consorella Sam di diventare il suo alibi (e viceversa) nel caso in cui ci dovesse essere un omicidio. Il tutto appare così ambiguo anche perché recentemente è stato instillato il dubbio in merito al motivo per cui questa Chanel indossi sempre dei paraorecchie. Cosa nascondono? Lo scopriremo.

Le scene migliori:

  • la lotta tra la nuova mascotte Coney e Red Devil.

  • coneyVSreddevil

    Sentire come colonna sonora della ronda notturna Everybody (Backstreet’s back)

  • la trasformazione di Hester

THE BODY by Stephen King

the body SKCasualmente mi sono imbattuta nel racconto The Body firmato Stephen King. Il 1982 è l’anno di pubblicazione ed è incluso nell’antologia Stagioni Diverse, dove vi è un racconto in riferimento ad ogni stagione: questo racconto rappresenta l’autunno. Mentre lo leggevo, approfondendo l’argomento come spesso accade, ho scoperto che da qui è stato tratto l’adattamento cinematografico Stand by me – Ricordo di un’estate di Rob Reiner, di cui ho presto colmato la mia lacuna guardandolo: eh sì, mi mancava!

Siamo alla fine degli anni 50, quattro dodicenni vivono in paese del Maine. I quattro ragazzi, dopo aver saputo di un corpo rinvenuto vicino alle rotaie (ma di cui ancora nessuno sa nulla), decidono di mettersi in cammino per vederlo. Il corpo è di un loro coetaneo scomparso tempo prima, andato in cerca di mirtilli e mai più tornato. I ragazzi in questo cammino parlano delle loro paure e dei loro dubbi sulla vita.

Qui di seguito alcune citazioni dal racconto:

And as I thought about the body of Ray Brower, I didn’t feel frightened and wonder whether he would suddenly appear as a ghost. Unexpectedly I felt pity for him, lying so alone in the dark. If something wanted to eat him, it would. His mother wasn’t here to stop it and neither his father, nor any of his friends, nor Jesus Christ. He was dead and he was all alone, and I realized that if I didn’t stop thinking about it I was going to cry.

He was knocked clean out of his shoes. The train had knocked him out of his shoes just as it had knocked the life out of his body. That was finally made me realize that the guy was dead. He wasn’t ill, he wasn’t sleeping. He wasn’t going to get up in the morning any more, or eat too many apples, or worry about school exams. He was dead, completely dead. He wasn’t going to go out with his friends in the spring to collect bottles uncovered by the departing snow. He wasn’t going to get into fight in the playground. He wasn’t going to pull a single girl’s hair. He was everything like wasn’t, can’t, don’t, shouldn’t, wouldn’t, couldn’t. He was one big not. He was dead. I could go on all day and not explain the distance between his bare feet on the ground and his dirty shoes hanging on the bush. It was about three feet, it was millions and millions of miles. He was disconnected from his shoes, and there was no hope of reconnection. He was dead.

Love isn’t soft, like those poets say. Love has teeth which bite and the wounds never close. No word can close those love-bites.

Questo racconto è molto toccante. Ho sempre amato libri o storie con protagonisti bambini e ragazzini, perché dietro di essi gli scrittori riescono a ritrovare un po’ dell’innocenza nascosta nel loro cuore e a trasmettere con semplicità emozioni forti. I bambini colpiscono per la loro schiettezza e semplicità e non lo fanno sapendo ciò che fanno: agiscono. Gli scrittori che raccontano di ragazzi lo fanno riuscendo a far cadere quelle sovrastrutture che la vita, il lavoro, le responsabilità ti fa indossare e vivere, lasciando emergere solo l’anima pura, far sbocciare il nocciolo che è dentro di noi. Quindi, non posso fare altro se non consigliarlo.

SCREAM QUEENS 1×01 / 1×02 OPINIONI E TEORIE

Cos’hanno in comune Glee e American Horror Story? Molti penseranno nulla, che sono due serie tv con temi totalmente differenti l’una dall’altra e con uno stile decisamente diverso: invece no, perché sono entrambe nate dalla mente dello stesso creatore, ovvero Ryan Murphy. Perché vi scrivo di queste due serie? Lo faccio per introdurvene una terza. Stiamo parlando di Scream Queens, serie tv molto attesa, che stanotte – 22 settembre – ha fatto il suo esordio negli Stati Uniti con i primi due episodi.

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2015, Wallace University, confraternite. Nulla di nuovo. Le confraternite nei campus universitari americani sono molto conosciute e diffuse. Le matricole bramano di poter entrare in una di queste, ognuna con una storia lunga e, a suo modo, interessante. Alla Wallace University una delle più conosciute e temute sono le KKT: ragazze benestanti con atteggiamenti superficiali e snob che ruotano intorno alla loro ape regina, Chanel Oberlin (Emma Roberts). Questo sarà il primo anno in cui – in base ad una regola imposta dalla preside della facoltà (una stupenda Jamie Lee Curtis) – ogni ragazza che vorrà entrare, sarà la benvenuta. Inizia a comparire Red Devil – figura mascherata in total red con un costume in lattice rosso ed un mantello omocromatico – che inizia a seminare vittime. La Wallace University non è nuova ad episodi tragici: vent’anni prima (1995), una ragazza – durante un party – morì dando alla luce un* bambin* e venne lasciata nella vasca da bagno dalle consorelle. Questa faccenda verrà poi insabbiata. I due fatti sono collegati?

Chi è dunque Red Devil? Chi sono i sospettati dopo questi primi due episodi?

  • Wes Gardner (Oliver Hudson), padre della matricola Grace. La ragazza ha perso la madre, per il momento non è mai stata attaccata da Red Devil: lei ha visto lui e viceversa, ma non è successo nulla. Inoltre, a fine episodio, mentre Wes è in auto con Gigi, la presidentessa stuck-in-the-90s del KKT nazionale, ascolta una compilation di canzoni intitolata proprio 1995: anno della morte della prima ragazza. Sappiamo inoltre che la madre di Grace faceva parte della confraternita e Wes cerca in tutti i modi di scoraggiare la figlia dall’entrarvici.

  • Preside Cathy Munsch (Jamie Lee Curtis): ha insabbiato la tragedia del 1995; odia le KKT; parlando con Wes Gardner, sembra che voglia intensamente che le ragazze restino all’interno del campus, assicurando all’uomo che la figlia non è un obiettivo. Oltre che essere un personaggio decisamente ambiguo.

Ho qualche dubbio anche su Pete (Diego Boneta), il barista della cafeteria, perché in alcune scene conclude le battute con dei ghigni e sorrisetti di sinistro sospetto. Inoltre, Grace trova – nell’armadio del ragazzo – il costume di Red Devil, che, a detta del ragazzo, viene usato come costume da mascotte. In più, l’episodio si conclude con Grace che insinua che Pete possa essere il killer dal momento che ha 20 anni (contro i 18 della ragazza). Lui però può essere stato inserito intenzionalmente per puntare facilmente il dito contro il primo colpevole. Altri sospetti potrebbero cadere su Boone (interpretato da Nick Jonas) che vediamo inscenare la sua morte, per poi essere recuperato dall’obitorio da un Red Devil che potrebbe essere Chad (impersonato da Glen Powell), capo della confraternita maschile.

Il mio personaggio preferito per il momento è quello interpretato da Lea Michele. La adoro!

Ai primi due episodi darei un 8. Nel momento in cui un prodotto viene pubblicizzato molto, esso può indurre lo spettatore ad aspettarsi una sorta di masterpiece delle serie TV e c’è dunque il rischio di ricevere una batosta. Ho letto alcuni freschi commenti di persone che si aspettavano “più horror”, certe scene ad alcuni sono sembrare “ridicole”, altri hanno apprezzato il fatto che sia una serie “divertente”. Direi che per quanto riguarda stile e genere, le aspettative non sono state tradite. Parliamo di una commedia dell’orrore, più che “un mix tra Scream e Pll” – come detto da alcuni – sembra più un mix tra Scary Movie e Pretty Little Liars: abbiamo il mistero di un killer mascherato di cui dobbiamo indovinarne l’identità e delle scene palesemente sarcastiche e non sense, come la scena dell’omicidio del personaggio di Ariana Grande. D’altronde questa serie è nata anche per mano di Ryan Murphy che, come detto prima, ha firmato anche Glee e American Horror Story: dunque troviamo la tensione di AHS stemperata dalla briosità e dall’ironia di Glee.

Migliorerà o peggiorerà? Staremo a vedere!

Leggi anche il post sull’episodio 1×03, qui.

TvSERIES & ZOMBIES: la pandemia ha contagiato le serie TV

La pandemia zombie ha contagiato le serie tv.

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Nel 2010 il regista Frank Darabont e la casa di produzione AMC Studios decisero di creare una serie tv che riprendesse il fumetto americano di The Walking Dead, scritto da Robert Kirkman. Il fumetto, e così anche la serie, narra di uno sceriffo, Rick, che, svegliatosi dal coma, si ritrova in un mondo invaso da morti che camminano. Torna a casa, ma è vuota. Deve assolutamente trovare sua moglie e suo figlio per metterli al sicuro, ma dove sono? Incontra un uomo con suo figlio che lo avverte di ciò che sta accadendo, si salutano e Rick si rimette in cammino.

Dunque, tutto ciò inizia con The Walking Dead, ma dal 2010 ad oggi gli zombie hanno affollato le nostre tv e i siti di streaming più di qualsiasi altra creatura horror, quasi equiparando la miriade di vampiri risorti dopo Twilight&Co. Infatti, oltre a TWD troviamo altre serie TV incentrate sul tema zombie; certo, ogni prodotto è stato impostato in maniera differente per non ricadere nella ripetitività degli eventi, ma a cosa è dovuta questa slavina zombie? Sarà solo per il successo della serie numero 1?

Quali sono queste altre serie?

  1. FEAR THE WALKING DEAD

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Questa serie è lo spin-off ufficiale della serie madre, infatti uno dei creatori è sempre Rober Kirkman. La AMC ha dato il via libero alla serie il 9 marzo 2015, ordinando la produzione di due stagioni. La prima – di cui sono stati trasmessi i primi tre episodi – composta da 6 episodi, mentre la seconda, prevista nel 2016, ne avrà ben 15. FTWD è una sorta di prequel della storia originale: qui vediamo le prime fasi dell’epidemia zombie; vediamo come i personaggi sono spaesati e la presa di coscienza di ciò che sta accadendo è davvero difficile da affrontare. Si può dire che questa serie va a riempire, seppur da tutt’altra parte degli Stati Uniti (siamo a Los Angeles), i 3 mesi di vuoto in cui Rick (The Walking Dead) è stato in coma.

  1. Z NATION

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Z Nation è una serie tv post-apocalittica low cost. La casa di produzione The Asylum impone per una sua produzione di restare sotto il milione di dollari e in genere il tutto viene svolto nel giro di pochi mesi. La serie ha debuttato nel settembre del 2014 con la prima stagione composta da 13 episodi. Al momento, è in programmazione, nel palinsesto tv statunitense, la seconda stagione. In questa serie ci troviamo a tre anni dall’apocalisse zombie, un gruppo di civili ha un obiettivo: portare in California l’unico essere vivente a cui è stato somministrato un vaccino sperimentale contro il virus Z, per cercare di recuperare gli anticorpi e salvare il genere umano.

  1. iZOMBIE

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In questa serie, come per quanto è successo in The Walking Dead, troviamo un parziale adattamento della storia al fumetto omonimo di Chris Roberson e Michael Allred. Questa serie tv statunitense ha debuttato il 17 marzo 2015 dal netword The CW ed ha come protagonista una studentessa di medicina che, a seguito di un attacco zombie, diventa anch’ella uno di loro (ma è ben lungi dall’essere il tipo di zombie a cui siamo abituati), si fa assumere in un obitorio per acquietare la sua fame di cervelli sfogandosi sui cadaveri che non sono stati riconosciuti, assorbe così i loro ricordi ed aiuta la polizia a risolvere casi di omicidio.

  1. INTRUDERS

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Questa è una miniserie di BBC America sviluppata da Glen Morgan, creatore di X-Files e delle serie di Final Destination, e basata su un romanzo Michael Marshall Smith. Questo show dai risvolti paranormali ha debuttato nel 2014 e vede al centro della storia una società segreta i cui membri aspirano all’immortalità e che riescono ad essere immortali viaggiando da un corpo ad un altro dopo la morte.

  1. IN THE FLESH

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Serie Tv made in UK che ha debuttato sulla BBC nel 2013, scritta da Dominic Mitchell e diretta da Jonny Campbell e racconta i fatti seguenti una presunta apocalisse zombie, dove coloro che erano deceduti vengono ri-animati e, dopo un lungo periodo di riabilitazione e di farmaci, vengono reintrodotti nella società se ritenuti idonei. La serie si compone di sole due stagioni, per un totale di 9 episodi.

La particolarità di questo tema è che ogni creatore imposta la storia seguendo le fantasie più strane e le originalità del momento. Personalmente, ho seguito – e sto seguendo – tre delle serie TV sopracitate, ovvero The Walking Dead, Fear The Walking Dead e Z Nation. Presto pubblicherò un post con un commento alle tre.

TheWalkingDead e l’evoluzione dei personaggi. INCREDIBILE!!!

Come si sono evoluti i personaggi di The Walking Dead? Cinque sono i membri sopravvissuti del gruppo originale apparsi fin dalla prima stagione. Certo, se ne sono aggiunti altri che ora sono molto importanti e per i quali c’è stata anche un’evoluzione, ma torniamo ai 5 da cui siamo partiti. Sto parlando di: Rick Grimes, Daryl Dixon, Carol Pelletier, Glenn Rhee e Carl Grimes.

rickIniziamo da colui il quale si è erto a leader del gruppo di sopravvissuti accampati appena fuori Atlanta, Georgia, ovvero Rick. Siamo sinceri, Rick era l’unico a poter vestire quel ruolo, Shane era troppo codardo per farlo o per assumersi delle responsabilità: alla prima difficoltà avrebbe cercato di evitare il problema. Rick era uno sceriffo, quindi etica, correttezza e rispetto erano alla base della sua indole. È stato l’unico ad essere stato immerso in questa nuova vita tutto in una volta. Svegliatosi dal coma, si ritrova in un mondo che non riconosce, circondato da morte e desolazione. In questa nuova vita ci sono delle nuove regole da imparare e bisogna farlo in fretta. Fin dal momento in cui ha riaperto gli occhi, il suo unico scopo è stato quello di ricongiungersi con la sua famiglia, e dopo ciò di proteggerla a costo di ogni cosa. Una famiglia che, episodio dopo episodio si è allargata sempre più, con elementi a cui, nella normalità di un tempo, mai ci si sarebbe avvicinati. Il Rick di oggi conosce molto bene le nuove regole, lui vuole sopravvivere e far sopravvivere chi lo vuole, ma non è disposto a rischiare per chi – al di fuori della sua famiglia – non lo desidera abbastanza. Rick è ora stanco, più cupo, più enigmatico, ma la sua famiglia è e resta sempre al primo posto.

dardixAl secondo posto troviamo Daryl. Negli ultimi tempi si è vociferato di una possibile novità in merito al suo personaggio o di una potenziale morte, ma quest’ultima, per me, non è concepibile. Daryl non può morire, è un personaggio troppo importante ed amato nella serie. Lui è il classico bad boy. Ha vissuto una vita non semplice e si può dire che, anche prima della contaminazione, Daryl fosse un sopravvissuto; il classico fascino da bello e misterioso, un uomo con la scorza dura, ma dal cuore tenero. Daryl è uno a cui non si può non volere bene. All’inizio era più stronzo, era molto più simile a Merle (suo fratello), più testa calda. Con il passare delle stagioni, però ha trovato nel gruppo la sua vera famiglia, quella più reale. Sapendo di non doversi fidare più solo di se stesso, ha aperto le porte alla sua sensibilità e agli altri. Daryl è un fratello per Rick e viceversa, il suo braccio destro ed è troppo importante per poter minimamente pensare di eliminarlo dal cast.

carolAl terzo posto, ma di certo non in ordine di importanza, c’è Carol. Lei ci è stata presentata come una donna debole e sottomessa al marito-padrone (eliminato dopo pochi episodi), che non ci pensava due volte ad abusare/picchiare moglie e figlia. Decisiva è stata, per l’evoluzione del suo personaggio, la perdita della figlia Sophia. La sua morte l’ha segnata nel profondo ed è stato questo il momento in cui Carol è passata da debole e zavorra a tosta, o come si direbbe in inglese badass. Credo che lei possa definirsi il jolly del gruppo. Un personaggio che ha fatto degli errori e ne ha pagato le conseguenze. Il suo ulteriore periodo di “formazione” è stata la sopravvivenza in solitaria, che le ha dato modo di riflettere, temprare il suo spirito. Un periodo che l’ha irrigidita e l’ha resa meno compassionevole e se riesci a sopravvivere da solo con te stesso, riesci adattarti ad ogni situazione. Carol ha, inoltre, un ruolo chiave nella storia, perché senza il suo ritorno da terminator invisibile forse il gruppo non sarebbe più uscito da Terminus e sarebbe stato perduto.

glennCome non parlare poi dell’evoluzione di Glenn. L’ex portapizze con un fantastico senso dell’orientamento ed in grado ottimizzare perfettamente tempi e spazi, tanto da stupire il gruppo nella prima stagione. Il suo viaggio evolutivo lo ha fatto diventare uomo, sì perché di fronte al resto del gruppo è sempre sembrato più impacciato e sicuramente più ragazzino degli altri. Una figura con pochi muscoli, esile, ma veloce e con cervello. Anche lui ha subito tante perdite che lo hanno segnato, non tanto legami di sangue, ma dei membri del gruppo ai quali si era avvicinato, personaggi che lo hanno fortificato e gli hanno insegnato tanto. Da ragazzo solo, ora ha trovato una famiglia composta da amici e moglie.

carl1Ultimo tra quelli del gruppo storico è Carl, figlio di Rick. Carl è proprio cresciuto a pudding di cioccolato e zombie. All’inizio di questa “Odissea” vediamo un Carl bambino: piccolo, curioso, fragile e non ancora in grado, ovviamente, di badare a se stesso da solo. I giorni passano e Carl deve imparare ad usare le armi; è sicuramente quello che ha bisogno di crescere più in fretta per poter sopravvivere, nessuna infanzia serena lo attende. La perdita della madre lo ha fatto diventare uomo: madre che, deceduta dopo aver dato alla luce la sorellina, proprio per mano di Carl è morta con un colpo di pistola alla testa, per evitare che si trasformasse in zombie.

Queste sono a mio parere le maggiori trasformazioni avvenute ai personaggi di The Walking Dead, se non altro, sono le trasformazioni che hanno colpito i membri storici del gruppo e che, fortunatamente, saranno ancora tra noi nella stagione 6, di cui il primo episodio verrà trasmesso negli Stati Uniti l’11 ottobre 2015, il 12 in Italia su Sky.

Fear The Walking Dead – 1×03 The Dog – Recensione / Opinioni

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SPOILER – DA LEGGERE DOPO LA 1X03

Ieri sera negli Stati Uniti è andato in onda il terzo episodio della prima stagione di Fear The Walking Dead, spin-off della serie originale. Questo episodio è intitolato The Dog: rispetto ai due episodi precedenti, in questo c’è un po’ più d’azione, ma mantenere uno stile più basso non è per nulla una cattiva scelta.

Madison, Nick ed Alicia sono ancora nella loro casa, in silenzio e in attesa che torni Travis (il compagno di Madison), il quale, recatosi a salvare il figlio, resta bloccato all’interno di un barbiere con il figlio, l’ex moglie e la famiglia Salazar, proprietari dell’attività. Per le strade una rivolta sta facendo agitare gli animi tra morti che camminano e delinquenti che approfittano della situazione per saccheggiare la città. Riescono a fuggire dal negozio e tentano di raggiungere il furgone, per allontanarsi da quel folle epicentro. Durante la corsa, la moglie di Salazar si ferisce ad un piede e Travis li porta con sé a casa, dal momento che gli ospedali sono nel caos più totale e inaccessibili.

Intanto a casa, Madison ed i figli iniziano un gioco da tavolo per ammazzare il tempo, vengono interrotti da dei rumori alla porta del patio. Nick va a controllare e vede il pastore tedesco dei vicini e lo fa entrare. Vedono, inoltre, dalla finestra uno dei vicini che cammina ciondolando e i tre si recano nella casa accanto per cercare delle armi, Alicia lascia la porta a vetri del giardino aperta e al loro ritornano vedono lo zombie che divora il pastore tedesco. Lo zombie viene ucciso con un colpo di fucile in testa. Nel frattempo, tutta l’elettricità di Los Angeles vacilla, la valle si spegne ad intermittenza, le linee dei cellulari sono fuori uso.

Travis e gli altri raggiungono la casa, la signora Salazar viene medicata, ma non si prevedono buone cose. Restano per la notte e la mattina dopo sono pronti per andare, come da accordi, nel deserto, mentre la famiglia Salazar decide di restare lì, per permettere alla moglie di rimettersi in sesto. Alla partenza della famiglia di Travis, elicotteri rumoreggiano in cielo e poco dopo truppe militari si introducono nella casa del vicino per uccidere i nuovi trasformati. Come nei Promessi Sposi, Manzoni racconta di carri guidati da monatti che erano adibiti alla raccolta dei malati o dei cadaveri, così, in una delle scene finali di FTWD, un camion militare raccoglie tutti i cadaveri della città.

Questo episodio è stato decisamente più movimentato. Alcuni, dopo i primi due episodi, hanno definito questa serie più lenta dell’originale, attribuendo dunque un giudizio negativo. Io non sono assolutamente d’accordo, è necessario guardare la storia nel suo contesto. Stiamo assistendo all’inizio dell’epidemia, quindi dobbiamo rapportarci con l’incredulità, lo scetticismo, la sofferenza di chi sta vivendo l’esperienza. È normale non assistere ancora a lotte, sparatorie, esplosioni, queste serie (e ovviamente includo anche l’originale The Walking Dead) non sono solo questo. Non c’è solo il fattore zombie, ma c’è in primis il fattore umano e come tale, considererei entrambe le serie, non delle serie horror, ma delle serie drammatiche: perché assistiamo alla perdita, al dolore, alla capacità di vivere e sopravvivere dei vivi e questo è ben lontano unicamente dallo sparare in testa uno zombie, vagante, walker, che dir si voglia.

Buona visione.