ORANGE IS THE NEW BLACK IS BACK! S3 SUMMARY

OITNB

Sapete, quando sono tornata con la testa sulla terra e mi sono resa conto che un paio di mesi prima la nuova stagione di Orange is the New Black sarebbe uscita dopo poco, ho pensato: “Ma… mi sono forse persa qualcosa?”

Ammetto di non essere stata troppo dietro agli aggiornamenti delle pagine ufficiali del telefilm sui social network, dunque la data d’uscita precisa l’avevo completamente mancata. Quando scopro che sono disponibili tutti i 13 episodi della stagione 3, era trascorsa appena una settimana dalla pubblicazione degli stessi su Netflix.

Mi erano davvero mancate le detenute di Litchfield! Nonostante il tutto si svolga tra le mura blindate di un carcere – seppur di minima sicurezza – vedere le ragazze interagire tra loro mi mette di buon umore e mi fa sentire a casa. Strano! Continuo a pensare che i personaggi siano azzeccatissimi, recentemente ho preso “Orange is the New Black: il mio anno in una prigione femminile” di Piper Kerman, la vera Piper, e sono curiosa di scoprire quali siano i personaggi fittizi e quali siano quelli reali. Spero non mi deluda.

Nel corso di questa terza stagione abbiamo assistito all’allargarsi dello spettro dei personaggi, ovvero: oltre ad approfondire la conoscenza delle detenute con flashback pre arresto, vediamo anche ciò che accade ai secondini, la loro psicologia e il loro relazionarsi.

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Diverse storyline si snodano attraverso i 13 episodi:

  • Piper confessa ad Alex di essere stata lei a fare la soffiata che l’ha risbattuta proprio a Litchfield.

  • il carcere rischia il fallimento e Caputo – con l’aiuto della Figuroa – fa in modo che ciò non accada facendo rilevare la prigione da un ente privato.

  • Questo ente non sembra molto interessato alla qualità di vita delle detenute, ma vuole spremere al massimo ogni occasione, tanto da far avviare un’attività tessile tra le mura del carcere: creeranno biancheria intima femminile.

  • Piper coglie al volo l’opportunità e, con il materiale di scarto, avvia un’attività illecita dentro/fuori la prigione: vendere mutandine usate via internet ai pervertiti – attraverso un sito creato e gestito dal fratello.

  • La detenuta Dayanara Diaz è al termine della sua gravidanza, il secondino Bennet è messo davanti alla responsabilità della paternità e di punto in bianco – quando realizza che il bambino non vivrà come meriterebbe – lascia tutto e non ci viene detto dove vada o che fine faccia, ma sicuramente lo sapremo nella stagione 4.

  • Ad interessarsi alle cure del nascituro ci pensa la mamma del pornobaffo (che, per la cronaca, appare in un unico episodio sBaffato!), la quale crede di essere la nonna. Daya non riuscendo più a stare dietro alle varie menzogne, durante una visita della donna, confessa che il/a piccolo/a non è figlio/a di Pornobaffo Mendez. Inoltre, più in là, la avverte dicendo che il bimbo è nato morto, cosa falsa.

  • A Litchfield c’è della tensione per questa nuova gestione: nuovi secondini vengono assunti senza essere sufficientemente preparati, nonostante i colleghi più anziani lamentino la totale mancanza di forza e conoscenza necessaria.

  • Red ritorna al suo posto: regina della cucina, ma con il nuovo ente in giro lei può fare poco, se non riempire i vassoi con la sbobba precotta fornita dai nuovi.

Questo ed altro nella stagione 3.

Buona visione!!

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LA CORTE SUPREMA DICE “LO VOGLIO!” – SUPREME COURT SAYS “I DO!”

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No longer may this liberty be denied. No union is more profound than marriage, for it embodies the highest ideals of love, fidelity, devotion, sacrifice and family. In forming a marital union, two people become something greater than once they were.

Questa libertà non può più essere negata. Nessuna unione è più profonda di quella del matriomonio, perché incarna i più alti ideali di amore, fedeltà, devozione, sacrificio e famiglia. Nella creazione di un’unione coniugale, due persone diventano qualcosa di più grande di ciò che erano una volta.

– Justice Anthony M. Kennedy

La Corte Suprema americana ha detto sì. Due persone dello stesso sesso ora possono sposarsi in tutti gli Stati degli USA. È un sì all’amore, un sì all’uguaglianza, un sì al rispetto, un sì alla liberta.

È un grande passo per l’umanità. Un passo che sostiene chi ama, chi temeva di brillare alla luce del sole, chi ha combattuto a testa alta per i propri diritti, anche se con sofferenza. L’amore è il sentimento più puro che esiste e non ci si dovrebbe nascondere per dimostrarlo. Non si dovrebbero temere gli sguardi, le parole, le azione degli altri.

Molte sono le storie di ragazzi e ragazze vittime di bullismo, picchiati, indotti al suicidio. Ragazzi e ragazze, uomini e donne, la cui unica colpa era l’amore. In un mondo dove odio e violenza si moltiplicano rapidamente è assurdo come si possa accusare e colpevolizzare l’amore.

Amare senza giudicare. Amare e lasciare amare.

6A – Pretty Little Liars: Cosa è successo nei primi quattro episodi.

pretty-little-liars-season-6-premiereIeri è stato trasmesso l’episodio 6×04 di Pretty Little Liars, intitolato Don’t look down. Questa è la stagione delle risposte, dopo una stagione 5B un po’ deludente, posso dire che la sesta stagione mi sta davvero piacendo! È iniziata in quarta dopo il super season finale della 5×25 che vedeva le ragazze intrappolate in un casa di bambole 1:1, preparata appositamente da questo Charles. Sì, perché nella 5×25 veniamo a conoscenza dell’esistenza di questo personaggio, il quale parrebbe essere lui l’Uber-A.

Nella 6×01 vediamo Ali collaborare con Ezra e Caleb per cercare di rintracciare le ragazze, dopo essersi finta un’esca – con i due boy che la seguivano da lontano –, i tre nel bosco vedono del fumo uscire da una botola coperta di erba (l’incendio è quello provocato dalle 5 amiche nella sala degli affetti di Charles) e, dopo aver contattato quell’inutile centrale di polizia di Rosewood, le ragazze vengono liberate e da quella casa di bambole sotterranee appare anche Sara Harvey, la ragazza che era scomparsa la stessa notte del Labour Day in cui Ali scomparve. Sappiamo che le nostre amate liars (Aria, Spencer, Hanna ed Emily e Mona, ma lei lo è dal giorno della sua finta morte) sono state tenute prigioniere per ben 3 settimane e più e non è facile tornare alla normalità. Ogni cosa a loro familiare è vista con dubbio e diffidenza, le loro celle non erano solo delle stanze vuote e umide, erano la fedele riproduzione delle proprie camere delle loro case.

Tanto che nella 6×02 vediamo Hanna prendere una decisione quanto mai comprensibile: togliere tutto ciò che c’è all’interno della sua stanza e risistemarla, riarredarla e ritinteggiarla. Agli occhi di mamma Marin e di Caleb questo atteggiamento sembra un po’ irrazionale, ma è normale dal momento che le ragazze non sono ancora pronte a confidarsi su quanto successo tra quelle mura, preferiscono non parlare affatto, anzi cercare di dimenticare. Non è solo Hanna a vivere con difficoltà il reinserimento, Spencer non riesce a dormire, ogni volta che chiude gli occhi sente quella odiosa ed assordante sirenza vibrarle nei timpani. In ospedale le avevano prescritto dei sonniferi per farla riposare meglio, ma madreHastings le vieta di prenderli, preoccupata per la possibile ricaduta della figlia nella dipendenza. Aria tenta di incolpare a tutti i costi Andrew, testimoniando il falso in centrale; il suo è un disperato tentativo di mettere fine a questo lunghissimo incubo, perché non riesce a credere che A sia ancora riuscito a sfuggire. Emily invece non si sente per nulla tranquilla e vorrebbe tenere al sicuro se stessa e la madre, dunque prende dalla cassaforte delle armi di suo padre militare e va ad allenarsi al poligono, nonostante le preoccupazioni e i divieti della madre. Inoltre, la nostra cara Emily – e diciamo anche la poco responsabile signora Pam – decide di ospitare per la notte Sara, la quale pare abbia discusso con la sua di madre, che non è poi tanto felice di rivederla (noi questo però non lo sappiamo, poiché non ci viene mostrata alcuna interazione tra questa Sara e la sua potenziale famiglia).

Nella 6×03 notiamo che il soggiorno di Sara in casa Fields si sta prolungando e Sara sembra talmente tanto scossa dai due anni vissuti in segregazione che ad ogni attimo va a farsi una doccia – molto spesso dà l’impressione che lo faccia per sviare i discorsi che si stanno facendo in quel momento. Le liars decidono che è arrivato il momento di tornare a scuola, ma delle quattro (Mona è via per il momento) solo Hanna ci va ed incontra la Sullivan – psicologa – che si offre disponibile all’ascolto di lei o di tutte e quattro. Accordato l’incontro, prima di parlare con la Sullivan, leggono un messaggio di A che dice loro di non parlare di nulla altrimenti a Sara – che vediamo in un video allegato al messaggio – sarà fatto del male. Le ragazze corrono via, lasciando la Sullivan sorpresa non vedendo più nessuno nella sala d’attesa. Nel frattempo Alison viene a sapere (6×01) che le ragazze hanno scoperto un nome all’interno della Dollhouse, ovvero Charles. La ragazza cerca di chiedere informazioni al padre (6×02) in merito all’esistenza di un certo Charles DiLaurentis, ma nega la sua esistenza. Parlando con Jason (6×03), Ali viene a sapere che l’amico immaginario del fratello si chiamava Charlie e cercano di capire se ci possa essere un collegamento. Nello stesso episodio, viene ritrovata una foto nascosta in casa DiLa – identica a una di quelle presenti nella stanza degli affetti di Charles, nella Dollhouse –, Ali e Jason chiedono spiegazioni della foto al padre. Il quale è costretto a dire la verità, o almeno una parte.

Nella 6×04 scopriamo che Ken ha confessato ai figli che Charles era in realtà loro fratello, di 14 mesi più grande di Jason, il quale era stato mandato al Radley per paura che potesse fare del male alla famiglia (Ken infatti racconta un episodio in cui Charles cercò di annegare la neonata Ali nell’acqua bollente della vasca da bagno). Aggiunge, però che Charles è morto suicida a 16 anni al Radley e che Jessica DiLaurentis si sia occupata da sola della cremazione, della dispersione delle ceneri e che nessuno sa della sua esistenza poiché si sono trasferiti a Rosewood dopo che Charles fu portato nella casa di cura. Le liars riescono ad appropriarsi della cartella di Charles del periodo in cui era ricoverato, ma nulla fu scritto in merito al prersunto decesso. Trovano l’elenco delle visite e notano che, oltre a Jessica, la persona che più spesso faceva visita al fratello grande DiLa era la zia Carol Ward, anch’essa deceduta qualche anno prima. In seguito a questa informazione, a Jason ritorna alla mente un episodio. Tempo prima, prima della morte di Jessica, Jason scappò dall’ospedale, dopo l’incidente dell’ascensore, e volle andare a casa della zia perché sapeva fosse libera. Arrivato lì, sotto il portico trovò sua madre indaffarata a prendersi cura delle piante e affermando di non voler mettere in vendita la casa, ma di tenerla. Inoltre, impedì al figlio di stare in quella casa e gli sollecitò di tornare indietro. Quelle troppe insistenze furono sottolineate da una porta sbattuta dentro casa, “il vento” fu secondo Jessica e Jason andò via. Spencer viene a conoscenza che la nuova pasticcera del Brew fa uso di marijuana e le chiede se è possibile averne un po’, dal momento che non riesce proprio a dormire e a spegnere il cervello, poiché le ritornano alla mente dei flash in cui, nella sua stanza della Dollhouse, lei ha le mani insanguinate e sulla moquette ci sono macchie di sangue come se un cadavere fosse stato trascinato. Emily continua a badare a Sara, che ora ha un nuovo taglio, e la invita a fare nuotate da sola nel bel mezzo della notte, sfidando a chi riesce a stare più tempo in apnea. Hanna pare sentirsi soffocata da Caleb, poiché lui, dopo aver vissuto per oltre tre settimane non sapendo cosa stesse succedendo alla ragazza, non vuole riprovare lo stesso terrore e la tiene sotto controllo installando nell’auto di lei un localizzatore. Aria riceve la stessa osservazione dal padre, il quale vuole sapere esattamente ogni minuto dove la figlia sia: non più chiamate senza risposta, bugie, etc… (te pare facile?!). La ragazza vive un brutto episodio alla Hollis, dove si è recata per sviluppare le foto che ha scattato negli ultimi giorni: si trova bloccata all’interno della camera oscura dove trova un biglietto “Tu sei la mia bambola, stronzetta! -A”.

Niente è ancora tranquillo e sicuro in quel di Rosewood.

Alla luce delle nuove vicende, non so ancora chi sia A, ma sento che Charles non è morto affatto e che Sara non sia chi dice di essere. Secondo me, Sara in realtà è Bethany, che lavora assieme a Charles. Inoltre ci sono un paio di cose che non quadrano, ovvero: Ken dice che la famiglia si è trasferita a Rosewood dopo il ricovero al Radley di Charles e da qui il motivo per cui nessuno sa della sua esistenza, però Jason che è 14 mesi più piccolo di Charles è in realtà figlio di Peter Hastings – padre di Spencer, quindi questo presuppone che Peter e Jessica si conoscessero ben prima del loro trasferimento (in qualità di vicini di casa). Dunque Ken sta mentendo di nuovo? Peter ricorda qualcosa di questo Charles? (dal momento che C. tenta di uccidere Alison da neonata, Jason ovviamente era già nato).

Sara è Bethany, non può essere diversamente. Soprattutto il modo in cui tutta la presunta famiglia di Sara Harvey non partecipa al ritrovamento della figlia. Diciamocelo, se scopri che tua figlia è stata segregata per due anni di certo non le dici “Sai, la tua stanza l’ho dismessa perché mi serviva spazio” e non la consideri per nulla. Infatti, delle reazioni della madre sappiamo solo ciò che Sara ci riporta, non la vediamo realmente interagire con persone diverse dalle Liars e dalla signora Pam.

In attesa della 6×05 e del ritorno di Mona.

CarlaV

Rosemary’s Passivity

1785Rosemarys-Baby-NBC-2014-posterRosemary’s Baby: un classico di Roman Polanski del 1968, non è di questo film che volevo parlare, ma del remake del 2014 di Agnieszka Holland con Zoe Saldana e Patrick J. Adams [digressione mode on: entrambi casualmente correlati a Pretty Little Liars: P. J. Adams è super findanzatissimo con Troian, aka Spencer, mentre Zoe ha recitato nel lontano 2000 con Amanda Schull, ovvero la Meredith studentessa/amante di Byron Montgomery], ma troviamo anche Jason Isaacs e Carole Bouquet.

Il film segue, introducendo però delle modifiche, la storia originale. Una giovane coppia, Rosemary e Guy (Saldana – Adams), si ritrova in una grande città (in questo caso Parigi). Lui è uno scrittore in cerca di successo con la pubblicazione del suo libro. Entrambi neofiti delle corti francesi incontrano ed iniziano a frequentare una coppia di parigini, Margot e Roman (Bouquet – Isaacs), che cerca di venire incontro alle necessità dei due giovani, i quali riprovano ad avere un figlio, dopo che Rosemary ha avuto un aborto spontaneo. Presa la decisione, le premure e le attenzioni della coppia parigina diventano molto più profonde, diciamo pure esageratamente invadenti e a Rosemary la situazione inizia a pesare e a puzzare un po’. Dopo varie vicissitudini, peripezie e decessi, la giovane scopre quello che c’è dietro: un’antica famiglia demoniaca che ha scelto Rosemary come colei che partorirà il figlio di Satana. Infatti il pargolo che la ragazza ha in grembo non è figlio di Guy, ma di Roman, aka Satana, con il quale il giovane marito ha stretto un patto per raggiungere il successo tanto bramato. Dopo altri eventi, Rosemary cede al male e decide di crescere al fianco del suo bimbo demoniaco.

Io ricordo di aver visto l’originale diversi anni fa ed ammetto che del film ricordavo poco e niente [digressione#2 mode on: da piccola ero facilmente influenzabile ed impressionabile dai film horror, lo sanno bene i miei che in piena notte mi vedevano comparire accanto al loro letto come una presenza oscura].

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La storia in sé non è male e in alcuni momenti vi era la giusta tensione o, meglio, la giusta ansia che però porta all’esasperazione. Questo perché sembrava che Rosemary – non tanto il compagno che sapeva a cosa stavano andando incontro – seguisse pedissequamente ciò che la coppia parigina le diceva: bevi questo, mangia quest’altro, concepisci tuo figlio in tale notte, ti consiglio io un bravo ginecologo, ma dico io, conosci questa coppia da due ore e ti fai comandare a bacchetta in tutto e per tutto?!, ma un po’ di spina dorsale? E così, (dopo aver ovviamente seguito il mio consiglio) dopo ben due terzi del film, Rosemary dice “D’ora in poi mi occupo io della mia salute!”. Standing ovation.

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Ripeto, la storia per gli amanti del genere non è male, ma ciò che più mi ha lasciata basita è la passività e la mancanza di spessore della giovane manipolata per gran parte del film, come se non fosse padrona di se stessa di mandare tutti a quel paese. Parliamo di due giovani che si trasferiscono in un altro Stato e che si trovano in una situazione a dir poco paradossale, di certo non la loro routine. Fino a poco prima non pensavano certo che stregoneria e incantesimi fossero reali e, dunque, avrebbero dovuto reagire, secondo me, a tale situazione con maggior dubbio e non cedendo senza opporsi a richieste assurde. Forse la mia, più che una critica al film in sé è una critica al personaggio descritto di Rosemary, seppur egregiamente rappresentato da Zoe Saldana, ed anche una critica ad alcune frasi del film, come ad esempio quella detta dal marito Guy: “Prova a considerarlo un altro aborto spontaneo!”. Dopo che RoseM. scopre che il suo bambino – dato per morto e cremato – è vivo, ma che in realtà è di Satana, le prime parole che mi dici sono queste? Tu, caro marito, mi menti spudoratamente, trami alle mie spalle, ti allei per il narcisistico fine del tuo successo con persone che ammazzano persone tre giorni sì e gli altri quattro pure, e mi vieni a dire, con una battuta del genere, che avrei potuto considerarlo – dopo ciò che credo che significhi per una donna abortire – un altro aborto spontaneo?!!! Ma stiamo cadendo nel ridicolo forse?

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Comunque, morale della favola: “Fa’ sempre quello che dice il tuo istinto e non quello che dicono gli altri”. Il povero gatto nero alla fine non c’entrava nulla, solo un ulteriore inutile rafforzamento del concetto che i gatti neri portino sfiga: non è vero!lada_15_kv

Voto: 6/10 – appena appena la sufficienza.

Carla V

#FashionSistah 5: Alison DiLaurentis

Alison, Alison, mia cara Alison. Tutto in questo telefilm ruota intorno alla scomparsa della ragazza o, perlomeno, parte tutto da lei e tante cose sono successe, troppe da poterle riassumere ed essere allo stesso tempo sintetici. Alison (interpretata dalla giovanissima Sasha Pieterse) la sera del Labour Day è con le sue amiche, le droga perché deve incontrare un ragazzo, ma quella sera scompare, un anno dopo viene scoperto il suo cadavere, ma in realtà non è il suo perché Ali ritorna alla fine della quarta stagione, dove riappare con un semplice “Vi sono mancata?” che nasconde dietro un mondo. Nel corso delle stagioni conosciamo Mon-A e tutte le sue personalità, ma ancora non mi è chiara la gerarchia delle varie -A, pseudo -A, fantomatiche -A. Oramai non mi interessa più chi possa essere, potrebbe essere anche il garzone del fornaio, l’importante è che Marlene non ci deluda profondamente non essendo più in grado di ricollegare ogni singolo evento accaduto nei pressi di Rosewood.

Alison è la ragazza più popolare del liceo e accanto a lei ha quattro amiche che rappresentano quattro qualità importanti. Alison è la classica ape regina, tutte le ragazze aspirano a ronzarle intorno e vorrebbero essere come lei, ma Ali non adotta comportamenti di cui andare fieri, mente sempre, anche con le sue migliori amiche, le utilizza come sue bambole manipolando le situazioni: diciamocelo, Ali era proprio una stronz-A. Il suo ruolo è sempre stato per me molto ambiguo, è un po’ come gridare “al lupo, al lupo”… non so se le crederò mai appieno.

Nei suoi look, Alison adora le stampe floreali, come quelle che si potrebbero trovare in negozi come Forever21, Topshop o Hollister e capi con balze o con maniche fluttuanti. Molto spesso nei suoi outfit vediamo la giovane liar indossare giacche, jeans o pelle che siano ci sono; come anche dei cardigan per stili un po’ più formali. Nei look che rispecchiano l’età che ha e che interpreta, vediamo Ali indossare vestitini molto femminili in abbinamento a scarpe basse di tela. Nonostante Ali non abbia difficoltà ad indossare un’ampia varietà di colori, diverse sono le tonalità di rosa che ritroviamo nel suo stile e persino nella sua stanza: la più rosa delle cinque liars. Ai piedi indossa spesso stivali, stivaletti da motociclista o zeppe: sono dunque scarpe molto comode, ma che si adattano bene anche a look femminili.

Qui di seguito gli outfit a cui ispirarsi tratti dalla 6×02 “Songs of Innocence“.

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Carla V

#FashionSistah 4: Aria Montgomery

Il nostro quarto appuntamento vede come protagonista Aria Montgomery (interpretata da Lucy Hale), il nostro confettino, il nostro cupcake. Sicuramente i più penseranno “Ma.. ma.. ci vedo bene? Cosa ci fa Aria in un post sulla moda?”. Beh, checchè se ne dica, a me lo stile della piccola Montgomery piace e, soprattutto, le sta bene. Il suo personaggio sguazza pacificamente tra stoffe con stampe e fantasie, modelli particolari (quasi d’altri tempi) e abbinamenti a volte stravaganti.

Aria è una delle amiche di Alison DiLaurentis, che nel giorno del Labour Day scompare ed intorno a questa scomparsa vengono srotolati talmente tanti spunti che è davvero difficile per me venire a capo di tutto creando un filo di continuità. Anyway, dopo la scomparsa, Aria parte con la sua famiglia in Islanda, per un anno sabbatico del padre. Tornata in città, riprende i contatti con le altre quattro amiche ed incontra un aitante giovanotto in un pub, i due si innamorano follemente e continuano la loro storia nonostante vengano a sapere che lui sarà il nuovo prof di letteratura di lei (peccato che mai e poi mai in una scuola italiana si possa incontrare un esempre come il caro Harding come docente!). L’amore non ha ostacoli, riesce a superare tutto e io sono profondamente #teamEzria.

Aria è la classica teenager intellettuale di nicchia: amante dell’arte, della fotografia, dei film in bianco e nero, adora scrivere, infatti tiene con sé sempre un diario, è amante della letteratura. Il suo è uno stile bohémien-chic, arricchito da capi molto femminili ed audaci. La piccola liar ha subìto una metamorfosi dopo la scomparsa di Ali, infatti possiamo ritrovare in quel momento uno spartiacque tra una Aria ancora ragazzina orientata ad uno stile un po’ più gotico con mèche rosa e viola e tra la ragazza di adesso.

Elemento quasi onnipresente nelle scelte di Mandi Line per Aria troviamo le giacche di pelle, possiamo definirle quasi la sua firma; un elemento intrigante che spesso abbina anche a capi molto femminili, è, inoltre, un modo divertente per sottolineare il suo stile boho-chic oriented. Nella tavolozza dei colori da indossare ci sono molti colori scuri, come il nero, il verdone, il viola, il grigio, il marrone; nelle ultime serie Aria sembra che stia crescendo e che si stia aprendo ad un più ampio ventaglio di colori. Questi capi vengono indossati, poi, a strati, Aria adora gli strati: maglia basic + altra maglia + la tanto amata giacca + accessori + etc etc. Troviamo tra le sue scelte preferite gli stivali, un po’ di ogni tipo: da motociclista, al gionocchio, alla caviglia.

Per il momento, i due outfit di Aria scelti dall’episodio 6×02 “Songs of Innocence” sono i seguenti.

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Carla V

#FashionSistah 3: Emily Fields

Il viaggio nella moda delle liars continua con Emily Fields, l’amica leale del gruppo, pronta a difendere a spada tratta le proprie compagne di avventure e di sventura. Il suo è un rapporto d’amicizia basato sulla fiducia, nel momento in cui qualcuno viene meno torna tranquillamente sui suoi passi. Inizialmente tacciata come una debole, quella più debole delle quattro, secondo me non lo è affatto. A mio parere, Em è una coraggiosa combattente. Nella prima stagione stava ancora conoscendo se stessa, una volta che tutto era ben chiaro niente poteva mettersi tra lei e la sua vita, certo… a parte A.

Em, figlia di un papà militare molto spesso lontano da casa e una mamma principalmente casalinga, ma che si diletta anche a fare la poliziotta ogni tanto, sarebbe stata una perfetta campionessa di nuoto, boccone interessante per molti osservatori sportivi per le squadre del college, se non fosse che durante una fuga da A cade e si fa male. Inoltre, durante la prima stagione scopre di essere gay, aveva già avuto qualche sentore, poiché provava dei fortissimi sentimenti per la sua amica Alison DiLaurentis.

Emily è la sporty spice del gruppo, non ha una grandissima prospettiva in fatto di moda e di certo non ci sono cabine armadio nella sua lista dei desideri. Il suo stile ha un profilo basso e non è eccitante ed eclatante come può esserlo quello delle sue amiche, ma di certo nelle ultime stagioni Mandi Line, la costumista di Pretty Little Liars ci sta facendo conoscere meglio Emily, migliorando e raffinando un po’ i suoi look.

I suoi outfit sono molto confortevoli e sportivi, Em indossa un sacco di jeans, pantaloncini e gonne corte e, diciamocelo pure, se lo può strapermettere con quelle sue gambe lunghe. Possiede molti indumenti basic che hanno però dei colori brillanti o pastello, come rosso, verde, celeste: colori luminosi che si abbinano perfettamente con il colore scuro della sua carnagione. Non la vediamo mai, o quasi, indossare degli accessori particolari, come ad esempio fanno Hanna o Aria; l’unico accessorio che vediamo comparire nei suoi outfit sono le sciarpe, cominciando da quella rossa regalatale da Maya. Completano lo stile di Emily scarpe da ginnastica e giacche in jeans, o con dettagli in pelle.

Ecco i due outfit scelti dalla puntata 6×02 “Songs of Innocence“.

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